Sono aduso, e spero di non essere il solo, a processi mentali ellittici, iperbolici… Non sempre facili da cogliere al volo. Come quando durante un pranzo esclamai all'improvviso: “A proposito di bicchieri…. Ci sono novità dal presidente del consiglio?” Alcuni commensali - praticamente tutti - restarono per un momento molto lungo attoniti e smarriti… Bicchiere? Presidente del consiglio? Che senso aveva quel “a proposito” che avevo pronunciato? In realtà so che ora tutti cominceranno a provare il prurito della curiosità. Il punto della questione è soltanto che spesso mi ritrovo a pensare per algoritmi e quindi una parola può destare una sfilza lunghissima di associazioni mentali autonome “a pacchetti” per cui in brevissimi istanti si possono coprire distanze enormi. Riassumendo con estrema sintesi il processo che mi aveva condotto dal bicchiere allora presidente del consiglio – come poi spiegai all’auditorio divertito – era pressappoco Bicchiere… vaso… tazza…
Ok, si è capito suppongo… non
fatemi andare oltre. Il pensiero non può essere privato del libero giudizio… ma
fermiamoci qua.
Questo mio introdurre vorrebbe
allenare il malcapitato lettore al passo successivo che sempre affonda il passo
nel molle terreno delle associazioni mentali. Insomma come andare da Adamo e d
Eva al primo passo sull’Iran o sulla Siria… ( La luna è ormai cosa vecchia…).
Il punto è l’uomo e la donna.
Sapevo che avreste strabuzzato
gli occhi. Ma che cavolo c’entra l’uomo e la donna con la Siria e (aggiungo io)
con la grande crisi odierna? C’entra, c’entra… e c’entra anche spunto e “pas de
deux” o “paso doble” come musica d’accompagnamento per una gustosa e ricca Resistenza
(o come preferirei “Rivoluzione”) allo Status quo politico, sociale ed
economico in cui versiamo…. Bene vediamo di arrivarci sciogliendo almeno gli
algoritmi principali nelle loro stringhe essenziali.
Il mozartiano motto soleva cantare:
“Una donna a quindici anni…” Chi tra noi ha vissuto o vive la presenza di un
figlio più o meno quindicenne o comunque nel pieno dell’adolescenza, sa
benissimo che a parità di anni, c’è una fondamentale differenza tra maschi e
femmine ed è critta nella famosa “legge di Lucy” e cioè che: per ogni maschio che
trascura le sue doti di Uomo c’è una Donna che tralascia le sue capacità
femminili”. Ohssanti! Questa è complicata… la spiego. In adolescenza il maschietto cerca di
valutare al massimo le sue potenzialità maschili tralasciando ogni altra cosa
che lo connoti come “uomo”; si traveste, si fa macho, si fa trasgressivo,
riluttante, reticente, impermeabile a qualsiasi cosa che soltanto essudi minime
stille di responsabilità e/o affidabilità… tutto si concentra nel vortice
feromonico che parte da uno sperduto angolo di una ipotetica pituitaria per
confluire come un fiume in piena in altre ghiandole….
La femmina opera, nonostante le apparenze esattamente al contrario (son sempre salve tutte le eccezioni in entrambi i sessi, si intende…). Avendo esse – a parità di anni – già affrontato il delicato passaggio dall'infanzia all'adolescenza, si trovano nella condizione in cui la trasgressione non è che un gioco che al momento opportuno viene dismesso per fare cose diverse… Capita quindi che mentre per una donna la necessità e la contingenza sono contenute dentro un recinto i cui limiti estremi sono rappresentati dal sogno e dalla trasgressione per il maschio risulta l’esatto opposto e cioè che la trasgressione e le apparenze sono rinchiuse dentro una sorta di gabbia le cui sbarre sono, appunto, la contingenza e la responsabilità. Il maschietto uscirà da questo recinto solo nel momento in cui verrà in qualche modo “addomesticato” dalla donna che si presterà ad essere femmina solo per il tempo necessario al gioco e alla trasgressione. Terminato ciò tornerà ad impegnarsi nelle cose necessarie (lo studio, la danza, l’arte, la politica, il babysitteraggio, il lavoro etc…). Il maschietto invece terminato il gioco andrà a comprarsi la maglietta, a farsi il peircing o il tatuaggio… magari una birretta, una canna e una cazzeggio….
La femmina opera, nonostante le apparenze esattamente al contrario (son sempre salve tutte le eccezioni in entrambi i sessi, si intende…). Avendo esse – a parità di anni – già affrontato il delicato passaggio dall'infanzia all'adolescenza, si trovano nella condizione in cui la trasgressione non è che un gioco che al momento opportuno viene dismesso per fare cose diverse… Capita quindi che mentre per una donna la necessità e la contingenza sono contenute dentro un recinto i cui limiti estremi sono rappresentati dal sogno e dalla trasgressione per il maschio risulta l’esatto opposto e cioè che la trasgressione e le apparenze sono rinchiuse dentro una sorta di gabbia le cui sbarre sono, appunto, la contingenza e la responsabilità. Il maschietto uscirà da questo recinto solo nel momento in cui verrà in qualche modo “addomesticato” dalla donna che si presterà ad essere femmina solo per il tempo necessario al gioco e alla trasgressione. Terminato ciò tornerà ad impegnarsi nelle cose necessarie (lo studio, la danza, l’arte, la politica, il babysitteraggio, il lavoro etc…). Il maschietto invece terminato il gioco andrà a comprarsi la maglietta, a farsi il peircing o il tatuaggio… magari una birretta, una canna e una cazzeggio….
Insomma la donna lavora, lavora,
lavora e poi pensa, si rilassa, sogna, progetta, dubita, riflette…
L’uomo pensa, progetta, riflette,
pensa, sogna, beve una birra, pensa ancora, gioca… e nei ritagli di tempo
lavora un pochino, quanto basta per aver a posto la coscienza…
Ripeto, esagero solo per operare
una sintesi non per fare di tutta l’erba del mondo un immenso covone…
Sicché qualche adolescente coi
domanda: “ma com'è che prima, quando io non ci pensavo, quella tipa mi
stuzzicava, e mi dava i bacini e ora, quando lo faccio io fa la ritrosa?”
Risposta assolutamente generica
che viene in mente ad ogni padre: “forse perché lei vuole giocare ma si è anche
accorta che sei un po’ farfallone? Sai, le ragazze alla fin fine amano la
trasgressione, come te, ma poi sanno che quando è il momento bisogna tornare alle cose
importanti. E quindi il tipo trasgressivo (farfallone amoroso) magari non da senso di sicurezza e di affidabilità. Quindi finché è un gioco si gioca, ma se mostri un interesse vuol
dire che la cosa può diventare seria e allora sei costretto a mostrarti
affidabile, e li son dolori...
Si perché, figliolo mio caro, ci sono
ormai rimasti solo due generi umani: i conformisti e gli anticonformisti. Oggi
la società moderna non conosce altre categorie. Tuttavia in entrambe le fazioni
esistono due ulteriori suddivisioni rispettive: Nella categoria dei conformisti
vi sono quelli che si conformano per necessità e quelli che lo fanno per
convinzione dettata da abitudini inveterate…
Gli anticonformisti invece si dividono in provocatori ad oltranza e
provocatori sapienti. Va da sé che i primi, ossessionati dalla necessità di
provocare si tramutano in anticonformisti estremamente conformisti loro
malgrado: alzano creste capellute e gelificate, peircing in ogni parte del
corpo, tatuaggi, canne, alcool e chippiùnehappiùnemetta…. Purché si riesca a
stupire, scandalizzare e provocare l’altro fingendo di cantare fuori da un coro
che nel frattempo schiamazza ovunque senza ritmo, intonazione e tempo… insomma
quest’anticonformista si tramuta in una altro genere di conformismo che tanto
ha da dare a quei conformisti che da questi atteggiamenti apparentemente trasgressivi traggono moltissimi
vantaggi, non ultimo quello economico…
C’è poi l’anticonformista
sapiente, ma quello è un genere raro e poco apprezzato… spesso ci lascia le
penne, in un modo o nell'altro o finisce in qualche bottega partigiana, in
qualche movimento sospetto, viene tacciato di terrorismo o persino finisce col
diventare presidente di una grande Repubblica con finale da copione (morto
ammazzato o fatto suicidare da abili killers…). Quest’anticonformista ti mette
sempre davanti alla realtà e si mette sempre dalla parte di quel senso di
giustizia che attiene al mondo vero, quello degli uomini liberi ma gonfi di una
moralità universale che ha quasi del divino. Uomini armati di volontà ferrea
davanti a ingiustizie e soprusi… insomma, che dire quelli come Buddha, come
Cristo, o più giuù verso la terra come Luther King, Mandela, Allende,
Mossadech, Arbenz, Aguilera, Torrijos e Dio solo sa quanti altri… (a me
verrebbe in mente persino Hussein e Gheddafi… ma rischio l’impopolarità e fors’anche
un certo qual odio “indiscipli-Nato”…
Passiamo infine ai conformisti.
Ah, quelli si che sono il vero esercito! Un esercito indomabile perché cieco più
di una feroce e combattiva tarma. Il conformista per necessità è quello che
combatte soltanto contro il cotidie cercando di dimenticare un mondo che nel
frattempo lo plasma notte e giorno in modo subliminale con qualsiasi mezzo di
persuasione. E’ quello che ripete stanco e assonnato: “Tanto, è così….. mica
puoi cambiare le cose?” e giù a inghiottire bocconi amari perché non c’è altro
da fare: se vuoi la macchina… c’è poco da fare: devi lavorare, fare debiti, lavorare,
pagare quei debiti, lavorare, chiedere prestiti, lavorare, non farti nemici,
lavorare, sognare, lavorare, dire di si al capo stringendosi tra pollice e
indice il coglione sinistro per non azzannarlo e perdere il… lavoro, e poi il
centro commerciale, lavorare e mandare i figli a scuola, lavorare e vedersi
prosciugare la busta paga ad ogni mese di più, lavorare sperando di non perdere
quel lavoro… Ecco il conformista: quello che si divertiva guardando la
pubblicità della Moplen….
Poi c’è il conformista inveterato.
Quello che lo fa non soltanto per scelta personale ma anche perché è nato in
quegli ambienti dove non sembra neanche necessario sembrare conformisti per
esserlo… Sono quelli nati in un certo qual benessere economico e abituati a
maneggiar denaro di famiglia o comunque facilitati dal flusso economico che
scaturiva dai rubinetti di famiglia…. Sono quelli che in un deserto non
saprebbero cosa fare senza un computer e una connessione internet per controllare
l’andamento degli ultimi pacchetti azionari acquistati dall'amico in cambio di
una concessione amministrativa del collega amico dell’avvocato che lavora come
consulente esterno in Regione o al ministero….
Sono quelli che se non vestono
giacca e cravatta per andare al Ministero con qualche incarico diplomatico
sgusciano silenziosi nei locali più scalmanati e alla moda del mondo per far
bisboccia e acchiappanza fino alle 5 del mattino…. Dormire un paio d’ore e
rivestirsi (giacca e cravatta) per correre nuovamente al Ministero a leccare il culo a
chissacchì per chissaccosa e perchissaquanto…. Tanto non importa sapere di più,
le cose vanno così e va bene che lo facciano, perché se cambiassero sarebbe una
vera tragedia.
Sono questi quelli che rappresentano
l’esercito degli ufficiali e dei sottoufficiali della politica e dell’economia
del mondo moderno, quelli che aprono le porte ai convincimenti e alle regole
del conformismo. Quelli che aprono le porte alle invasioni barbariche, agli
omicidi eccellenti, che lasciano porte aperte dietro di sé per rovesciare
governi e fiutare affari… sono quelli che in qualche modo stendono tappeti
rossi alle multinazionali e armano ribelli ma poi ti parlano di giusto e
sbagliato, sorridono alle battute sarcastiche guizzano con motti di spirito
preconfezionati, ma non dimenticano mai di sedersi per ultimi ad un tavolo e
mai prima di aver accomodato la signora di turno con gesto galante…
Eccoci quasi alla fine dell’algoritmo
pazientate… se vi va…
Ecco dunque che le femminucce
sono o divengono artefici (spesso inconsapevoli) della maturazione dei
maschietti adolescenti poiché finché c’è il gioco, la trasgressione, è lecito
gioco di parti spesso istruttivo; ma quando il gioco termina la trasgressione
si estingue e si cerca coerenza, solidità, affidabilità, ascolto, fiducia e
riflessione…. Insomma la giovane fanciulla cerca altro cui affidare i propri
sentimenti e così lascia lo smarrito smarrito adolescente trasgressore nel dubbio di non
aver capito perché si è voltata e gli ha negato l’ultimo bacio… Questo è il
meccanismo con cui pian piano molti adolescenti crescono. Addestrati dalle
Femmine prima e dalle Donne poi sul cosa è opportuno fare o non fare... come va
la vita, insomma. Da cui il detto ormai celebre “Dietro un grande uomo c’è
sempre una grande donna”
Ora licitiamo un piccolo sforzo
in più alle donne perché, visto che così sembra essere l’andazzo, preferiremmo
che fossero più “Donne” e meno maschili per competere con questo sesso non
grandemente forte come vorrebbe far credere la società… E lo dico proprio perché
potrebbero continuare ad istruire consapevolmente i propri figli (le donne, dico)
non ponendogli in mano i principi di mascolinità e di forza come vorrebbe la società dei padri (che serve solo a
difendere come un principe azzurro quando va bene, altrimenti a menare le mogli
quando si è ubriachi…) ma offrendo loro principi di onore, rispetto, riflessività, coraggio e
paura, eloquenza e dignità… Hai visto mai che il bicchiere riesca prima o poi a
diventar calice invece di tazza?
Roberto Caravella








