Si ragionava poc'anzi di quanto il mondo insegua il benessere e di quanto irragionevolmente si ritrovi disposto a qualsiasi sacrificio pur di raggiungerlo. Ebbene tutti i convitati, alla fine, sono rimasti in silenzio, attoniti e interdetti dinanzi alla puerile domanda di un ingenuo figliolo di una manciata d'anni.
"Si, ma come è fatto il benessere?"
Già, quale contorno gli stiamo dando a questo benessere che sembra una fata Morgana, un orizzonte sempre perseguito quanto irraggiungibile? Com'è fatto questo benessere, di cosa è fatto?
Il dubbio è divampato quando qualcuno, il solito Marcus - ha iniziato a sciorinare le solite bestemmie: la tecnologia, il cellulare, l'auto, il telefono, i treni, gli aerei... il computer, la rete....
Si, ma è proprio questo il punto. questo destino scelto dall'umanità è davvero il migliore? Se penso ad uscire di casa e avviarmi per i boschi, la mia mente non corre verso il sogno di un fantastico grattacielo nel quale rinchiudermi come una vespa velenosa nel suo alveare.
E nemmeno penso a quel raro caso in cui tu ed io, nudi in un deserto rovente e avaro, ci nega ogni differenza; perché il tuo telefonino, se non lo sai, posso dirti io dove ficcartelo...
L'umanità è più schiava di se stessa che di quel dio che vuole vincere e negare ad ogni costo con le sue mirabili gesta. Conquista ogni cosa, ma non sa perché e a cosa serva averlo fatto. Ogni suo gesto è tramutabile in un sogno verde fatto di ricatto e di persuasione, il nuovo dio fatto ad immagine e somiglianza del suo creatore: il denaro.
E ora quel Dio Denaro è ancora più divino perché invisibile ma ovunque e mai dove serve.
Questo è il vero dio che l'uomo prega, agogna, e professa con fede incrollabile.
Un dio che esaudisce tutti i tuoi desideri più ignobili e inutili se tu persegui con dedizione mistica e sacra la fede in lui.
Un dio vendicativo e persuasore che distrugge ogni ostacolo nella tua mente, perenne osanna nei tuoi pensieri. Non c'è giorno, ora o minuto che tu non preghi questo Santo Dio universale, ubiquo, dai mille volti, evanescente come si addice ad una vera divinità.
Silenzioso e occulto ai più si manifesta di rado durante la preghiera fatta di buon mattino all'angolo della strada dove è apposta l'apposita cappella modernamente addobbata di luci ed icone. La preghiera poi è facile, è fatta di sole cinque cifre perchè il deus ex machina è tanto potente da ricordare la singola preghiera di ogni singolo fedele.
E così la tua fede ti porta persino alla certezza che in suo nome puoi prendere qualsiasi giocattolo pregando a rate... o almeno una volta poteva ancora farsi. Oggi i santuari sono in cerca di fedeli. Forse è in atto una crisi di vocazione. O forse I sacerdoti del tempio non convincono più come una volta. Si sono barricati nella loro clausura operando un Gran Consiglio, un conclave atto ad eleggere un pontefice degno che ristabilisca l'ordine nuovo e le nuove regole di questa angusta fede.
Ma che ne è di voi, di noi?
Dov'è quel vecchio Dio infantile che ci raccontava di tutti gli uomini uguali, di quella astrusa cosa che chiamavano amore? Dov'è quel Dio che creava la terra, il cielo e tutte le cose ponendo a custodia di tutta la Sua Opera quell'Uomo fatto a sua immagine e somiglianza?
Mi spiace, non lo vedo più. Sembra eclissato o soggiogato e vituperato dalla protervia del nuovo Grande Re del Mondo. Dio denaro.
Eh, si. Questo nuovo dio è amato molto più dell'altro. E' indispensabile, eterno, indomabile. E poi non è come quell'altro: ritroso, invisibile, taciturno, arguto, impalpabile!
Questo nuovo Dio è fantastico, perché talvolta si fa anche vedere, persino in grandi proporzioni. Talvolta è sfuggente, invece, perché si annida dentro macchinette che giocano alla morra cinese con te, e se vinci te ne danno un po' come se fosse un'ostia, un sacramento meritato con la fede da dimostrata. Poi magari tua moglie ti chiede cosa ne hai fatto dello stipendio e tu devi risponderle che lo hai sacrificato tutto al tuo Dio che in cambio ti ha lasciato una preziosa reliquia.
Questo Dio è amato perché si trasforma sotto i tuoi occhi in spiagge dorate e mari cristallini, in auto lussuose, i mille gadget divertenti e rilassanti, talvolta si trasforma anche in oro e argento, raramente però muta in zucchine e patate, almeno non per noi comuni mortali ma solo per i santi, i sacerdoti, i cardinali e i vescovi di questo santo dio. Loro si che lo conservano gelosamente perché non si spenga la fede ma aumenti il desiderio di conversione.
Ma l'altro... Quell'altro dio, quello vecchio e sciagurato che faceva crescere le mele sugli alberi, che fine ha fatto? Quello che ci ha messo in testa tutto il cielo stellato dell'universo, che generava falene e farfalle, topi e camosci, scimmie e vongole, quello che trasformava la luce in colore e il colore in luce, quello che regalava alberi con cui respirare, dov'è andato? Con Lui non pagavo il fiume che scorreva, le fonti d'acqua, il vento che trasportava il polline, l'aria che respiravo, le api che inseminavano fiori e piante, gli stercorari che raccoglievano merda in palline per farne nutrimento, i sassi millenari, l'aria, le montagne, la luce del sole. Dov'è quel dio che mi ha regalato i tuoi occhi da guardare e da benedire, i tuoi e i miei capelli che s'imbiancano dolcemente con amabile e tenera semplicità? Dov'è quel dio che mi ha detto di essere pane?
Quel dio che si dava a me per nutrirmi e rendermi unico tra unici, simile tra simili?
Questo nuovo dio non si dà a me, ma sono io che ne prendo un pezzo per barattarlo con pezzi di quel vecchio dio.
Di cosa è fatta oggi la felicità? E se siamo infelici sappiamo essere tanto bravi (come crediamo di essere) da individuare il colpevole di siffatta infelicità? Se siamo tanto bravi e sapienti, se siamo davvero figli di questo nuovo dio, perché non scendiamo dalla croce per salvarci? Forse per la semplice ragione che questo dio non ci renderà eterni, migliori, sapienti, felici? O forse perchè non ne abbiamo mai abbastanza di questo dio?
Ebbene voi dite: "Questo nostro dio ci fa sentire "realizzati". Bella frase, davvero! Ma, insisto, sapete tratteggiare il contorno di questa realizzazione cui tanto aspirate?
Sarà quella - forse - di non puzzare? Di non essere brutti e sporchi come quei disgraziati immondi del terzo mondo? O di quella gentaglia che spera di salvarsi dalla morte andando incontro alla morte su barconi bucherellati? Vi sentite realizzati se in cambio di una finzione profumata siete schiavi ventiquattr'ore al giorno di un dio che vi regala 15 giorni all'anno di sogno fasullo e il potere di ammazzare sempre e chiunque senza neanche guardarlo in faccia, senza sapere neanche chi sia?
La realizzazione di cui parlate è il desiderio di sposarvi per divorziare dopo solo due mesi? Far figli a destra e a manca senza curarvi dei loro sentimenti, dei loro timori, delle loro paure delle loro fragilità, questa è la realizzazione? Pagare figli da mostrare come fossero dei cuccioli di cane e dar loro un pasto per poi correre via ad idolatrare il vostro dio e magari, infilarvi in un albergo con un'amante occasionale che in cambio di grandi fette di quel dio vi regalerà cinque minuti di ansimanti emozioni ben recitate? La realizzazione è non entrare in un supermercato a contatto con la plebaglia ma comprare la stessa merda che compra questa pagandola però molto di più?
O forse parlate di quella realizzazione profonda che si prova quando uno dei grandi sacerdoti, ormai convinto della vostra fedeltà assoluta e cieca, vi ringrazia con una pacca sulla schiena per avergli dato il vostro sangue e voi per riconoscenza gli avete dato la vostra vita, per intera, confezionata con una corda al collo e presentata con abile perizia proprio al centro della camera in cui lo avevate ospitato dopo trenta ore di lavoro indefesso per mostrargli tutta la vostra abnegazione al "lavoro vero"?
Ecco i nuovi eroi della grande civiltà del nuovo millennio. Tutti giovani e forti che alzano una mano tesa ai loro sovrani e il pugno chiuso sul petto (dalla parte della carta di credito) gridando con eroica fermezza:
"Ave! Morituri Te Salutant!".
Dov'è più quel dio che mi ha mostrato come il suo mondo si divora da se stesso per rigenerare un nuovo mondo vergine e puro, pronto per nuove vite?
Di' la verità. In realtà sei tu che vuoi essere Dio! Vuoi avere diritto di vita o di morte su chiunque non sia te; ma per fare ciò devi cercare altri Dei... come te... Che strana sensazione voler essere unico sapendo che per fare ciò hai bisogno d'altri... E allora inventi un Dio che sia "Super Partes", un dio comodo e malleabile che tu stesso controlli per poter vivere da Dio. E così nessuno più ti vede, nessuno sa chi sei o dove sei, l'unica cosa certa che tutti sanno è che sei pieno della grazia di Dio, di ogni ben di Dio... il Tuo Dio.
Roberto Caravella




