Lumbi et Renes.
Lumbuli assita fiunt:
aperiuntur in duas partes ita ut expansi sint,
Lumbuli assita fiunt:
aperiuntur in duas partes ita ut expansi sint,
et aspergitur eis piper ritum, nuclei et coriandrum conisum,
minutatim factum et semen feniculi tritum.
Deinde lumbuli recluduntur et consuuntur et involvuntur omento
et sic pradentur in oleo et liquamine
inde assantur in clibano vel craticula.
Ave Decimo!
quid agis? che bellezza amico mio, ritrovarti! vieni accomodati sul triclinio più comodo. Unisciti a noi. Siamo in amabile conversazione gustando tutte le primizie che questa terra ci offre. Intanto assaggia questo pregiato Atrum Calenum ormai rarissimo! Nulla a che vedere con il nuovo trebulanum così caro ai giovincelli che non sanno distinguere neanche un Cecubum dalla Iora che si da agli schiavi... eh eh..
- Ex vite vita! amabile Rubio, amico mio! Ma dimmi di cosa si parlava?
Lumbi et Renes, amico mio, non senza una punta d'ironica e divertita riflessione. In Effetti il nostro Apicio proponendoci questa gustosa pietanza ha risvegliato in tutti noi un'allusione ai tempi moderni... Infatti, per come stanno le cose oggi pare che l'interno dei lombi del popolo tutto sia la parte più gradita dai potenti in cui infilare le loro fave....
- Eh, si... hai ragione amico mio.... lo vedo ogni giorno e me ne dolgo... Come diceva Bdelicleone: "A quelli che dicono: mai tradirò le masse ateniesi; combatterò per il popolo. Sempre! Questi sono i padroni che tu ti scegli, lasciandoti raggirare dalle loro parole". E ancor oggi è così, o forse anhe peggio!
Si, è così amico mio, ed è intollerabile che questi occupino tutte le cariche, loro e i loro adulatori stipendiati...
-Ed essi stessi largamente sedotti e stipendiati con vitalizi da sogno da chi vuole assicurarsi la perfetta sudditanza di un paese senza che nessuno sappia chi davvero sia il padrone... cosicché lombi e reni sono quelli che ricevono grosse fave dolorose due volte anziché una sola... La prima dai demagoghi dell'ultim'ora, giovanetti assetati di notorietà e di potere senza una sola oncia di onesta rettitudine... tipo il figliolo di Cheréa Rentio quel ragazzotto scostumato che sentenzia motti e propagande rubate ai chierici di provincia per far colpo sui ragazzini e sui poveracci, pavoneggiandosi al contempo con i potenti che gli promettono rispetto e fedeltà in cambio di eterna servitù..
Eh si, sempre l'eterna storia, Decimo caro... solleticando la vanità, coprendo d'oro e di sorrisi di compiacenza, anche una capra di Turris Libisonis regnerebbe incontrastata, per anni adorata da tutti coloro cheMio caro rubio leccando e saltabeccando qua e là nutrono la speranza nei suoi favori e nella sua lealtà...
Una volta correva il detto "bisogna amare come se un giorno si dovesse odiare"... certamente quest'opinione doveva esser nata nella testa di qualche altro uomo dissoluto simile al figlio di Rentio e dei suoi leccaculo...
- fosse per me lo muterei in: "Bisogna odiare come se un giorno al fine si dovesse amare".
Hai ragione... per quanto sottile raffinata la tua sentenza, è per noi tutti chiara e perfetta. Proprio quella di cui avrebbe bisogno un uomo di sani principi! D'altronde lo diceva anche Scipione... che in realtà niente è più difficile di un'amicizia che duri fino all'ultimo giorno di vita.....
Spesso accade infatti che la stessa cosa non convenga ad entrambi gli amici oppure che non si abbiano le stesse opinioni in politica.... Spesso - diceva - cambiano anche i costumi degli uomini ora per le avversità, ora per l'aumentare dell'età.
- eh eh si, è vero spesso, infatti, i grandi amori dei fanciulli vengono alfine deposti insieme alla toga pretesta..
Già,, sei arguto... ma se invece si siano protratti fino alla giovinezza, talvolta sono distrutti da un conflitto per un buon partito matrimoniale o per qualche vantaggio che non possono entrambi raggiungere...
- Lumbis et renes... buoni! Ma a questo punto cosa sarà di noi tutti, della nostra terra, della nostra realtà sapinte?
Nulla più che un mucchio di parole, di detti, sentenze o motti che risuonano nel foro rutilante ove ogni luogo comune sembra far presa più nel sogno che nel cuore, la ragione, l'anima o la rettitudine... Ora ti confesso... che alla mia età e alla luce di quanto è accaduto sin ora in questi ultimi quindici anni... un po' rimpiango i modesti traffichini che si arricchirono ricostruendo Pompei come sciacalli; al confronto di ciò che oggi accade con la sudditanza del nostro paese verso la regina barbara e quel maledetto africano d'oltreoceano che sorride allargando doppiamente l'interno di nostri lombi sulla scia di quei miseri aiuti che ci diede nell'ultimo conflitto. Ormai è chiara l'idea il nostro sesterzio comune è ormai solo apparenza lo chiamiamo così per illuderci che sia di tutti e per tutti ma è in verità quel vecchio talento barbaro che ancora una volta saccheggia la nostra virtù. Tra l'altro odio l'idea che quella culona della regina barbara venga a strafottere a sbafo nella nostra Pithecusa come se fosse casa sua facendosi servire e riverire a facendo la bella vita a sbafo.. Le fa comodo che noi torniamo ad essere i beoti che a lei fanno comodo, mentre dovrebbe essere lei e quell'altro phytekos del nero d'india a portarci le lettighe e svuotarci gli orinali...
Ma così va il mondo che mondo non è fin quando non lo si mondi di questi immondi esseri e di questa immonda cultura del far tanto per consumare tanto anziché far bene per consumare il giusto fintanto che si esalti il vivere bene e il far bene.
- Mio caro Rubio hai proprio ragione. La verità è che bisognerebbe azzerar tutto, ricominciare daccapo...riprenderci tutto, abbatter il brutto e scacciare chi vuol fare di giustizia una follia e di legge una condanna...
Già... ma per ora...
Apicio! conduci in tavola la tua pietanza! che prima dei nostri... gusteremo questi prelibati lombi!
Intanto alzo questo calice di vino e con punta d'amara ironia canto
- Ex vite vita! amabile Rubio, amico mio! Ma dimmi di cosa si parlava?
Lumbi et Renes, amico mio, non senza una punta d'ironica e divertita riflessione. In Effetti il nostro Apicio proponendoci questa gustosa pietanza ha risvegliato in tutti noi un'allusione ai tempi moderni... Infatti, per come stanno le cose oggi pare che l'interno dei lombi del popolo tutto sia la parte più gradita dai potenti in cui infilare le loro fave....
- Eh, si... hai ragione amico mio.... lo vedo ogni giorno e me ne dolgo... Come diceva Bdelicleone: "A quelli che dicono: mai tradirò le masse ateniesi; combatterò per il popolo. Sempre! Questi sono i padroni che tu ti scegli, lasciandoti raggirare dalle loro parole". E ancor oggi è così, o forse anhe peggio!
Si, è così amico mio, ed è intollerabile che questi occupino tutte le cariche, loro e i loro adulatori stipendiati...
-Ed essi stessi largamente sedotti e stipendiati con vitalizi da sogno da chi vuole assicurarsi la perfetta sudditanza di un paese senza che nessuno sappia chi davvero sia il padrone... cosicché lombi e reni sono quelli che ricevono grosse fave dolorose due volte anziché una sola... La prima dai demagoghi dell'ultim'ora, giovanetti assetati di notorietà e di potere senza una sola oncia di onesta rettitudine... tipo il figliolo di Cheréa Rentio quel ragazzotto scostumato che sentenzia motti e propagande rubate ai chierici di provincia per far colpo sui ragazzini e sui poveracci, pavoneggiandosi al contempo con i potenti che gli promettono rispetto e fedeltà in cambio di eterna servitù..
Eh si, sempre l'eterna storia, Decimo caro... solleticando la vanità, coprendo d'oro e di sorrisi di compiacenza, anche una capra di Turris Libisonis regnerebbe incontrastata, per anni adorata da tutti coloro cheMio caro rubio leccando e saltabeccando qua e là nutrono la speranza nei suoi favori e nella sua lealtà...
Una volta correva il detto "bisogna amare come se un giorno si dovesse odiare"... certamente quest'opinione doveva esser nata nella testa di qualche altro uomo dissoluto simile al figlio di Rentio e dei suoi leccaculo...
- fosse per me lo muterei in: "Bisogna odiare come se un giorno al fine si dovesse amare".
Hai ragione... per quanto sottile raffinata la tua sentenza, è per noi tutti chiara e perfetta. Proprio quella di cui avrebbe bisogno un uomo di sani principi! D'altronde lo diceva anche Scipione... che in realtà niente è più difficile di un'amicizia che duri fino all'ultimo giorno di vita.....
Spesso accade infatti che la stessa cosa non convenga ad entrambi gli amici oppure che non si abbiano le stesse opinioni in politica.... Spesso - diceva - cambiano anche i costumi degli uomini ora per le avversità, ora per l'aumentare dell'età.
- eh eh si, è vero spesso, infatti, i grandi amori dei fanciulli vengono alfine deposti insieme alla toga pretesta..
Già,, sei arguto... ma se invece si siano protratti fino alla giovinezza, talvolta sono distrutti da un conflitto per un buon partito matrimoniale o per qualche vantaggio che non possono entrambi raggiungere...
- Lumbis et renes... buoni! Ma a questo punto cosa sarà di noi tutti, della nostra terra, della nostra realtà sapinte?
Nulla più che un mucchio di parole, di detti, sentenze o motti che risuonano nel foro rutilante ove ogni luogo comune sembra far presa più nel sogno che nel cuore, la ragione, l'anima o la rettitudine... Ora ti confesso... che alla mia età e alla luce di quanto è accaduto sin ora in questi ultimi quindici anni... un po' rimpiango i modesti traffichini che si arricchirono ricostruendo Pompei come sciacalli; al confronto di ciò che oggi accade con la sudditanza del nostro paese verso la regina barbara e quel maledetto africano d'oltreoceano che sorride allargando doppiamente l'interno di nostri lombi sulla scia di quei miseri aiuti che ci diede nell'ultimo conflitto. Ormai è chiara l'idea il nostro sesterzio comune è ormai solo apparenza lo chiamiamo così per illuderci che sia di tutti e per tutti ma è in verità quel vecchio talento barbaro che ancora una volta saccheggia la nostra virtù. Tra l'altro odio l'idea che quella culona della regina barbara venga a strafottere a sbafo nella nostra Pithecusa come se fosse casa sua facendosi servire e riverire a facendo la bella vita a sbafo.. Le fa comodo che noi torniamo ad essere i beoti che a lei fanno comodo, mentre dovrebbe essere lei e quell'altro phytekos del nero d'india a portarci le lettighe e svuotarci gli orinali...
Ma così va il mondo che mondo non è fin quando non lo si mondi di questi immondi esseri e di questa immonda cultura del far tanto per consumare tanto anziché far bene per consumare il giusto fintanto che si esalti il vivere bene e il far bene.
- Mio caro Rubio hai proprio ragione. La verità è che bisognerebbe azzerar tutto, ricominciare daccapo...riprenderci tutto, abbatter il brutto e scacciare chi vuol fare di giustizia una follia e di legge una condanna...
Già... ma per ora...
Apicio! conduci in tavola la tua pietanza! che prima dei nostri... gusteremo questi prelibati lombi!
Intanto alzo questo calice di vino e con punta d'amara ironia canto
Poi giunge l'autunno
e con esso cammina
l'Evio Bacco.
Poi, altre stagioni
e i loro venti
seguono...
Vale! che la vita regali a voi la splendida semplicità che ha donato a me Vale, atque vale! laetare!
R.C.