martedì 9 novembre 2021

- Exordivm -

 





Beh, cosa dire...

Mi affaccio di nuovo sulle sponde della narrazione. Ne avevo necessità, pura avidità e sete di vita. Mille odori, atmosfere che riaffioravano violente portando con sé emozioni, ricordi, profumi....

Dovevo rintracciarle, quelle atmosfere; cercarle nella memoria e ricollocarle in un ambiente a me noto o comunque congeniale. Lentamente e scaturita da una piccola scintilla - come sempre mi accade - si fa strada una storia che in qualche modo diviene la "Mia" storia; ma non quella vissuta nel mondo tra la gente, bensì quella vissuta interiormente nell'amata solitudine dei sensi che inspirano aria ed emozioni diffuse, partite  tra sogno e percezione, tra vissuto e memoria.

Il glicine, l'auranto, la bouganvillea, il fico, l'oleandro... E poi la salsedine, il muschio, la brezza, e l'odore della menta selvatica, del bergamotto e dei fiori dell'arancio; un monumento dei sensi che mi riportava costantemnte verso quei lontani giorni dell'infanzia, quando la caleidoscopica  zietta portava il suo piccolo Robertino agli scavi di Pompei ed Ercolano.

  Che stupore! Forse ero un bambino davvero strano e fuori del comune: un bambino che girovagava entusiasta tra peristili, triclini, tablini, terme e cuponae eccitato come fosse al luna park.  Poi si tornava a casa e già verso sera iniziava la nostalgia. Non un mal d'Africa ma un mal d'Ercolano. E spesso nel corso dell'anno riaffiorava quella nostalgia che poi ho ritrovato nella splendida pittura di AlmaTadema. Ancora oggi riaffiora atterrando dolcemente come un airone pellegrino come se in un altro tempo, in un'altro spazio io fossi vissuto lì, tra quelle strade, tra quella gente.

E in verità devo ammettere che quella nostalgia  e quella ritrovata sensazione forte ed epidermica l'ho ritrovata quando ho percorso le strade di Idhana a Vela o - in generale - in Portogallo. Qualcosa nell'aria mi riconduceva di nuovo lì, non soltanto tra le vestigia di Ercolano, ma in quel luogo di vitale memoria, ancora integro della sensualità del "ritrovarsi" intatti e puri come quel primo giorno. Sarà forse stato l'aroma del cisto selvatico? l'olmo silenzioso, altissimo e regale, i silenzi assordanti di vita, o forse la luminosità avvolgente e sensuale? O infine quelle tende rosse e arancio che ondeggiavano sensualmente alla brezza dei monti e delle valli prossime al grande oceano riverberando quei toni nella stanza?

Ho raccontato Drvso,  ma sotto ricatto; un amichevole ricatto... a patto cioè che lui, in qualche modo e misura,  raccontasse me. O meglio quello che sono sempre stato segretamente quando il mondo guardava
distrattamente altrove. Un giorno me lo ha giurato. Si, proprio lui Drvso ha accettato quel difficile e insolito patto.



Così nasce DRVSO e la sua omerica storia: quella di un uomo che avrebbe agito come anch'io avrei agito. Incurante del mondo esterno, estraneo alle promesse di uomini, governi e religioni, di divinità, di scienze e di credenze. Un uomo desideroso di apprendere da se stesso la vita e le sue profonde verità consapevole di essere - comunque vadano le cose - vincitore su tutto e restituire al mondo la sua testimonianza, nella sincera convinzione che questo dono dimenticato ancora si annidi segretamente nelle anime dolenti ancorché distratte e dimentiche.

R. C.


https://bookabook.it/libri/drvso-vita-un-legionario-gerusalemme-ad-herculanum-73-79-dc/

lunedì 1 novembre 2021

DRVSO - Vita di un legionario. Da Gerusalemme ad Herculanum: 73 - 79 dC.







 Dagli scavi archeologici intrapresi sulla riva di quella che fu la spiaggia dell'antica Ercolano, di fronte ai Fornici, riemergono i resti di un giovane uomo. Ma gli archeologi comprendono che non si tratta di un uomo qualunque. L'acqua e la micidiale colata piroclastica hanno infatti miracolosamente conservato più di quanto si aspettassero: un gladio, un cinturone, brandelli di calzari, un tipico paludamentum rosso, il mantello degli ufficiali legionari e infine una scarsella piena di monete d'oro, argento e rame. Chi è quel soldato? Chi è quell'uomo? Qui ha inizio un affresco ambientato tra gli ultimi giorni della sanguinosa caduta di Gerusalemme e le ultime ore di vita della splendida Ercolano, cancellata dalla spaventosa eruzione dell'ottobre del 79 dC. Tornano in vita la città con i suoi colori, la villa dei papiri con i misteri celati nella sua biblioteca, ma riaffiorano anche i fantasmi e gli enigmi che sembravano seppelliti nei lontani giorni di Gerusalemme.


mercoledì 6 ottobre 2021

Libera Coena, il Male, la Mela e l'Homo Sacer - di Roberto Caravella



"Ave Olconio, amico mio!"

"Ave et tu Decio ospite amato! Sai quanto io ami la tua nobile Coena Centenara!"

"Ormai, amico mio nonostante la ricercata frugalità preferirei chiamarla Coena Libera...!

"Non dirmi che hai deciso di dar libertà ad un'altro dei tuoi schiavi?"

" No, no... "

"Non dirmi che... Qualcuno che tu conosci è forse condannato al supplizio?   Veneratjam tertius dies idest expectatio liberae coenae....!"

"Beh... Olconio caro, forse si. Ormai credo sia questo il senso ma nessuno in particolare, forse tutti o certamente molti son dannati al supplizio! Ognuno è sacer esto!"


Si ius hominem violat leges iniquae elevatur Gloriam

Si stultum obediat iniustos leges Sacer Esto!


Così inizia una cena ambigua frugale ma raffinata in cui ognuno sa di non sapere se è nel giusto. quel che è certo è che, com
unque sia e comunque vadano le cose nel ragionare, ciascuno ha la certezza di appartenere alla condizione dell'Homo Sacer. 
sacer esto!
Così viene definita la formula arcaica ascritta al diritto romano e annidata in una delle sue dodici Tavole. 
  La Sacertas è la condizione di colui che a causa delle sue azioni viene riservato e abbandonato alla vendetta degli dei. 
perchè sacer vuol dire sacro e sacro vuol significare riservato. E a Roma come in tutto il mondo antico la facilità e la disinvoltura con cui si pronunciava tale formula esprime l'estrema confidenza con l'i-Dea di quel colui che sta al di sopra degli uomini e ne decide le sorti soprattutto se dimostra la sua scarsa propensione all'obbedienza cieca.
  Si perchè l'homo sacer paradossalmente era ritenuto  "Impuro" perché reo di aver commesso un delitto contro questa o quella divinità o... contro la compagine dello stato...
e quindi non poteva essere più titolare di alcun diritto e indegno di qualsiasi dovere. Escluso così dalla vita piena diveniva titolare soltanto della sua nuda vita.  Al colpevole, quindi, venivano  confiscati i beni ( la consecratio capitis et bonorum, pronunciata secondo il particolare rituale della detestatio), e poteva essere ucciso o fatto schiavo da parte di chiunque.

  Ora, pare chiaro che tanto lo stato quanto la divinità silenziosa e immanente sono entrambi assenti-presenti. presenziano e si manifestano soltanto all'occorrenza l'una violando ogni regola e imponendo ideali asintoti e peregrini vivi soltanto nella sua immaginazione deviata e aliena, l'altro obbedendo ciecamente nella speranza di una ricompensa e riconoscenza hic et nunc ... ma anche dopo. anzi soprattutto dopo, se non altro in protezione.

Ma non c'è forse una terza divinità? quella senza sorelle, senza corone, senza vessilli e davvero imparziale?

  Forse si. Forse è quella che alberga nella esigua e angusta domus sacer di ciascuno di noi e che il terrore ignoto per le  divinità coronate ha fatto dimenticare e persino ostracizzare ad onta della inalienabile dignità. Il divo che sottomette al giogo della paura di vivere e di quella del non vivere più... Non vivere più perché la vita stessa si è ammalata di se stessa. l'esistenza si è fatta patogena e con essa sguardi, baci, parole, sorrisi, abbracci, ma non soltanto! l'ignoto e silenzioso si annida ovunque come quell'antico dio che sempre, alla supplica umana di far tacere il male, volgeva lo sguardo altrove  ignorando le morti ingiuste e ingiustificate per natura. Quanti divi falsi abbiamo conosciuto? Ma ora il nuovo sovrano si appresta ad assurgere al suo agognato trono da cui come raggi di un sole nascente emanano proclami di dolce  e ambita eutanasia. 

Colui che non vorrà  dovrà essere additato col disonorevole titolo di Homo Sacer.

L'appeso! il dodicesimo unto.

Si, perchè ormai il mondo intero - e con esso la sua coscienza - si è rovesciato in nome di una santità elettrizzante, magnetica, attraente e multifocale ove si vede, si sente e si parla con tutti e con tutto senza veder nulla neanche ciò che banalmente prima era sotto due piccole froge che pur ci accompagnano ovunque e per tutta la vita.

  eppure è tutto lì, proprio davanti agli occhi ed è bastevole anzi più che sufficiente per non dover fingere di non vedere o che non ci sia.

Dove si annida dunque il paradosso vero?

  basta tenere il foglio della vita fermo davanti agli occhi e e guardare il suo retro...

Dei, Divi, sorelle e Condottieri, Draghi e magi, Stregoni e sacerdoti... (l'abbiamo notata la strana assonanza con colui che offre, per professione e aspirazione, l'innocente vittima in sacrificio al dio: sacer - dos, dotis - didomi...) della novella lege finiscono con il mostrarsi degni tutti di un sonoro "sacer esto!".

Così i buoni obbedienti seguiranno i loro dei sul cammino dell'abbandono e della solitudine in attesa dell'ira divina. Auleti e suricati al seguito vagheranno mestamente sull'orbe senza che più alcuno degni loro di un pietoso sguardo e attendendo sulle alture che le sette coppe si riversino sulla valle del Tel-Ameghiddeon.

il foglio rovesciato svela che chi oggi è homo sacer potrà finalmente additare quella congerie ed esclamare con dignità "SACER ESTO!"


"Vieni Olconio, stenditi comodo su questo magnifico e nuovo triclinio e gusta il vanto delle mense opulente in queste magnifiche ostrea campane e il miglior Massico. E alzo il calice amico mio gusta tutto e con calma ...  ab ovo usque ad mala....


  A cogliere il frutto dal frondoso ramo il gusto è maggiore.




mercoledì 25 agosto 2021

L'ALGORITMO

"...C’è una sorta di furore in noi.
Un fuoco, un fiume in piena, un forte impulso, un’incessante desiderio di fare di più, di spingerci oltre i limiti che riteniamo possibili. Di raggiungere quegli angoli bui e freddi dell’anima dove vivono i nostri mostri. Pronti a lottare. E noi desideriamo intensamente quella lotta. Una lotta dura, la più dura, la più fredda, la più buia, la più disgustosa di tutte le lotte
."


Ma quali sono quei limiti che riteniamo possibili?


Sono i nostri. E li stabiliamo noi stessi pensandoli congrui alla nostra razionale e spesso soltanto emozionale fragilità e debolezza. Cin hanno anche indotti e indottrinati dall’esterno però. Gente senza scrupoli, geniali e infami affabulatori con la smania del dominio. Nel tempo ci siamo convinti di avere dei limiti «oggettivi», «palesi», «indiscutibili». 

Ma non è così. Questa idea è frutto della Fabula Perennis instillata secolo dopo secolo, anno dopo anno, giorno dopo giorno e persino minuto dopo minuto. Ci è stato insegnato che l’uomo è fragile, che ha bisogno di aiuto, che da solo non può farcela. Ma ogni istante - se poniamo bene attenzione - tutto il nostro essere smentisce questa falsa verità.


  A nostra insaputa, senza che nessuno di noi ne abbia per fortuna perfetta coscienza la nostra entità biologica fa trilioni di volte quello che abitualmente tenta di fare la falsa scienza. E questo agli affabulatori fa paura. Temono che l’umanità possa prendere coscienza di questa realtà. Miliardi di molecole, proteine, cellule, sinapsi combattono ogni giorno immani battaglie per la sopravvivenza e impartiscono comandi per resistere, combattere, riordinarsi, ricostruire, ordinarsi e riprogrammare l’intero organismo. E tutto questo unicamente destinato alla sopravvivenza della vita.

  Su tutto questo regna incontrastata la mente e la coscienza genetica profonda. La si chiami così o intelletto o anima per me fa lo stesso. Non serve affibbiarle un’etichetta, basta soltanto comprendere cosa sia. Forse gli amanti o gli schiavi della tekné potrebbero identificarla in quello che da tempo immemore gli scienziati chiamano DNA spazzatura…

Ma a noi poco importa perché sappiamo che comunque la si chiami è lì e fa tutto il suo dovere, se noi non glielo impediamo serrando le sinapsi coscienti e razionali.


  Dentro di noi c’è il pensiero con i suoi paesaggi, oltre il pensiero l’immagine con i suoi fiumi, le sue piante e i suoi frutti, oltre l’immagine l’istinto, orizzonti e prospettive coste  e terra ferma… ma oltre le coste frastagliate dell’istinto c’è l’oceano, il grande oceano profondo e vertiginoso che talvolta intimorisce per la sua vastità e la certezza di essere a noi ignoto, puro, intatto.


  Proprio lì crediamo e pensiamo razionalmente che si annidino i mostri più orrendi e pericolosi, mostri enormi e sconosciuti che vagano nei suoi abissi profondi. Un tema antico trasportato dalle onde del tempo fino a noi. « Non si raggiungano i confini della Terra poiché nelle sue acque ignote si annidano mostruose creature che distruggono e divorano navi e uomini…. Scilla e Cariddi? forse. Il grande Kracken? O magari il temibile Miðgarðsormr più conosciuto col nome Jǫrmungandr… il mitico serpente cosmico che avvolge con le sue spire l’intero globo terracqueo? Forse. 


  Abbiamo dunque ogni arma ma questi mostri che ben si possono riconoscere nella mitologia per considerarli almeno sotto il profilo simbolico come il Minotauro ad esempio dal possente corpo umano ma dalla testa taurina. Eccolo il segnacolo di una umanità soltanto in apparenza umana ma pericolosamente selvatica e aggressiva, viziata dai sensi più primordiali e dalle paure più irrazionali.

  

  O il Ciclope il gigante monoculo. Perché solo uno? Nessuno se lo chiede. Deformità fisica soltanto? Si, forse ma di certo impossibilità a cogliere prospettive e tridimensionalità. Un pò alla stregua di un cavallo con i paraocchi, il ciclope è come la nuova umanità: violenta, ignorante, passiva, senza altre pulsioni che quelle del semplice e brado sopravvivere incapace di vedere oltre, scorgere tra le profondità, afferrare riflessi. Un’entità gretta nata, cresciuta e vissuta entro ipogei e caverne e disabituata al pensiero riflessivo ma soltanto al riflesso delle abitudini dell’impulso e dei vizi.


  Sono questi forse i mostri che temiamo? O piuttosto quelli indistinti ed evanescenti che abbiamo coltivato sotto l’attenta e zelante guida dei nostri carnefici?

Forse, anzi quasi certamente entrambi perché entrambi figli degli stessi padri, sedicenti divini.

Questa genia violenta e tracotante, ancorché astuta, ci ha insegnato a guardare e vedere solo ciò che vogliono che si guardi e si veda fino al punto di poter ormai mentire spudoratamente e senza tema su ogni più elementare verità certi che ormai noi siamo del tutto dimentichi e ignari. Cotti a puntino.


  Come parliamo, come comunichiamo? Al telefono!

Come apprendiamo? Alla Televisione, al computer, al cellulare o al tablet.

Come ci spostiamo? Auto, treno, aereo….

Come ragioniamo? Dimmelo tu!

Come decidiamo? Ah… Dimmelo tu… Lo dice lui… Lo sa benissimo l’amico del mio amico dell’amico di miocuggino…! Lui si, lui lo sa. Lo ha detto « LoScienZiato »!


  Ma forse il problema è antico. Forse sta tutto in un pollice opponibile… quello che ci suggerì che si può fare qualunque cosa purché si abbia l’attrezzo giusto: l’ascia, il cacciavite, il martello, la clava, la pistola, il fucile, il razzo… il computer… il raggio della morte… il virus…


  Da quel pollice opponibile si è arrivati ad opporsi ad ogni innata capacità umana delegando tutto alla capacità di afferrare ogni cosa nostra con « la macchina » al punto che all’orizzonte, ormai vicino, si staglia un’umanità per metà macchina e per metà umana e ogni sua scelta verrà abdicata all’algoritmo: la più disumana e stolta razionalità immaginabile. Un algoritmo non pensante ma regolato soltanto sul si e sul no, sul bianco e sul nero, sulla contrapposizione di giusto e sbagliato: creato su su una serie di segnali indicativi che fungono da paradigma e da segnale di via libera o di allarme e di Stop. Si fa così. Si Deve far così.  E cos’è tutto questo se non un pastorale? Un prolungamento della mano provvista di un pollice opponibile? Il bastone con cui artatamente il pastore conduce le sue pecore al pascolo, all’ovile, alla tosa o al macello?


  Dunque abbiamo smarrito il vero limite? Il fiume in piena che scorre dentro e che ci urla a gran voce di fare di più, spingendoci oltre i limiti ritenuti possibili? E se prima quei limiti erano cento, poi dieci ed oggi, esangui, smorti e offesi, sono ridotti a due, forse tre. Possibile che accettiate tutto ciò? Possibile che non ci sia più nulla che vi spinga oltre? Nessuna sete, nessun dubbio, nessuna pulsione e persino più nessuna fede? Nessun desiderio di assaggiare il disgustoso sapore della più dura delle battaglie?

Eppure come tutti avete un dono straordinario, meraviglioso, insostituibile, incommensurabile e unico: 


Voi stessi e la vostra esistenza. 

  Odisseo ha sconfitto quell'algoritmo non con la forza ma con l'astuzia. Ha saputo mentire senza mentire. "Il mio nome è Nemo!" il mio nome è nessuno. E l'algoritmo ha domandato al ciclope: "Chi ti ha ferito?" e il demente Polifemo si fa prolungamento del pollice opponibile di Odisseo e inconsapevolmente lo aiuta distruggendo ed annullando a sua volta l'algoritmo ingannandolo: "Nessuno! Nessuno mi ha ferito!".

  Opponete quel pollice opponibile. Mostratelo fieramente «Verso»! 


  Afferrate il pastorale e bruciatelo nel fuoco dell’ardore. Siate serpi o lupi  travestiti da pecore. S’impugni l’eterna arguzia e la coraggiosa paura di un’odisseo che ha saputo domare gli dei e mostrare a noi la loro fragile inconsistenza e la loro inutile tracotanza. Siate Odisseo nell’eterno viaggio tra flutti pericolosi e ignoti o tra terre abitate da mostri, giganti, streghe e sacerdoti per condurvi alla casa natia dalla quale riprendere il viaggio senza più paure e senza più inganni verso lo sconfinato e ormai sgombro oceano della vita. 





Marathana - Il nuovo Milhamah - le nuove regole della guerra invisibile.



mercoledì 18 agosto 2021

Differentiam.

Quaerendo inveniet !



BEH….

Ormai pare accertato e suffragato da molteplici studi, da parte di rappresentanti tra i più accreditati al mondo dell’esegesi ebraica.

Un giorno, molto lontano nel tempo e nello spazio, i colonizzatori giunsero su questa terra insieme ai loro militari e ai loro scienziati. O forse erano già qui da millenni ma erano arrivati al capolinea della loro civiltà…

Verrebbe da chiedersi perché quella civiltà era giunta al capolinea? Chi l’aveva annientata? Forse quei colonizzatori erano proprio loro i responsabili ? Avevano sbagliato tutto ma avevano soldi e potere e volevano riservarsi un nuovo futuro mantenendo vivo il loro stile di vita e la loro ideologia criminale? Verrebbe da ammetterlo… sinceramente.


Erano pochi, dunque questi eletti e non riuscivano a far tutto da soli… idearono una strategia che richiedeva competenza e tecnologia avanzata ma aveva un che di geniale.

Si dissero:

« Trasformiamo questi ominidi in gente simile a noi e assoggettiamoli affinché facciano per noi tutto ciò che va fatto e tutto ciò che è per noi faticoso e noioso…! ».

Ci provarono molte volte creando ibridi e chimere mostruose e spesso fragili, dementi o semplicemente inadatte alla vita. 

Svuotavano i loro geni naturali, abbassavano le loro difese immunitarie fino ad azzerarle per permettere di innestare il patrimojnio genetico che essi volevano…
Avevano bisogno di tanti esseri e animali. E in quei « campi » /giardini trascorsero anni sperimentando e fallendo.

Ci riprovarono ancora, e ancora… Finché un giorno cambiarono la « Matrice » cioè la femmina ospite che offriva un materiale genetico migliore e maggiormente compatibile.

E il miracolo fu!

Un fantastico miracolo della loro Tékhnē.  Uno spiraglio, una magnifica finestra sul loro futuro!


Impiantarono dei campi attrezzati, chiusi al mondo esterno, autosufficienti e autarchici con fiumi, fonti, laghi, orti e allevamenti e - naturalmente - laboratori e caserme…. 

Nacque il primo essere e ne fecero copie sufficienti a servirli in ogni campo sgravandoli di ogni fatica. Questi esseri furono detti Ah-dam. Era simile a loro ma con qualcosa in meno e, soprattutto, non fu edotto di tutte quelle cose che lo avrebbero reso non più uguale a loro ma esattamente identico in tutto e per tutto.


Non potevano permetterlo. Dovevano essere sottomessi e illusi di avere libertà e libero arbitrio. Non dovevano avere coscienza di ciò che era accaduto e perché loro fossero lì.

In fin dei conti era un vero paradiso! Natura, nutrimento, aria buona, un mondo senza competizione e potere di gestione dei acqua, terra e bestiame. Ma…

C’era un grande  « Ma »….


Era tutto lì?

Nuda vita? Mangiare, lavorare, servire e riverire… tutto qui?

E il senso di tutte le cose, dov’era? Dov’era l’intelletto? La meraviglia, la sapienza, il bene e il male?

No. Nessuno doveva farsi queste domande. Sarebbe stato davvero pericoloso per i coloni. Se l’Ah-dam  avesse scoperto l’arte ermeneutica? Se avesse scoperto il bene ed il male? Di certo sarebbe stato in grado di giudicarli! E trovare in essi una colpa grave che immancabilmente stavano incautamente reiterando. Ma stavolta non a proprio danno ma a danno dei neonati umani.


Ma qualcuno aprì loro gli occhi, e non lo fece per cattiveria o per dispetto ma per rispetto e per avere un giorno alleati contro quella genia orribile e tracotante. E quel giorno tutto cambiò. E l’uomo fu invitato a lasciare quel luogo protetto e segreto, custodito da abili e fortissimi soldati e guardie.


Fu lasciato a se stesso e libero di vagare per il mondo abitato da milioni di creature sconosciute e forse pericolose. Conobbe così il dolore e la morte ma soprattutto conobbe la conoscenza e l'intelletto. Ma nel frattempo doveva imparare a fare tante cose, più di quelle che aveva già imparato a fare nel Campo conchiuso... vagando sulla terra incontrò altri esseri, talvolta s'innamorò ed ebbe figli... nacque così un'altra umanità per metà figlia diretta dei colonizzatori. 


Dovette ricominciare daccapo e scoprire un’altra realtà: quella vera del mondo. Ma solo di una cosa doveva realmente aver paura: di quelli che lo avevano generato e che si facevano chiamare Dei, Θεοί - theoí… 


E così fu; perché tra tutti, uno di essi, un giovane generale tanto inesperto quanto tracotante, ebbe assegnato dai colonizzatori un piccolo pezzo di terra da gestire in piena autonomia. Era una steppa ma lui non si perse d'animo e prese con sé una famiglia che vagava di là e che sicuramente riconobbe come discendente da quegli uomini usciti dal Giardino…


Egli prese con sé quella gente e la sottomise ai suoi voleri e impose loro di dominare il mondo e la terra che falsamente aveva loro promessa. Insegnò loro il denaro, il potere, il prestito e l’usura. Fece di loro un popolo obbediente anche se scalcagnato e ignorante…poi il resto è storia. Quel gruppo ancora oggi non ha un terra, resta scalcagnato, continua a uccidere e depredare, ricattare e accumulare armi e denaro; ma continua anche ad aver sempre bisogno di qualcuno che comandi col pugno di ferro. Piange la sua sorte quel popolo, ora che soffre come e più di allora. Urla l’eterno orrore e invoca pietà. Ma questa è un’altra Storia. facciamo un passo indietro.


Ora, Ah-min, torniamo alla storia perché l’immagine che ora avete nella testa dovrebbe esser chiara. Prendetela come un gioco del Bartezzaghi! Scovate le differenze… e vi annuncio ricchissimi premi!


In quei « Giardini » furono dunque rinchiuse in origine tantissime entità alle quali fu sottratto il naturale potere di autodifesa e su di esse i coloni sperimentarono la loro scienza in vista di un’utopica nuova era di cui loro, i colonizzatori, restavano padroni assoluti e molti esseri morirono senza un solo perchè...

Il loro mondo ideale? È presto detto…
Ipso Eo... Un mondo pulito, non inquinato, poco abitato, nessun concorrente (a parte loro stessi ed altri colonizzatori avversari) e una moltitudine di schiavi incoscienti ed ebeti che lavorano incessantemente per loro senza farsi domande ma, anzi, osannandoli come divinità....


Quaerendo invenietis…


R.C.


giovedì 21 gennaio 2021

קרא ן אל


Elohim Redivivi, figli degli elohim e nuovi Malakhim


אביר בני האלהים  אֱלהִים



Spettacolo raccapricciante. Mortificante nel senso più strettamente attinente all’etimo.


Giuro che vorrei avere venti o trent’anni… Non per edonismo o per vanità (che pur sempre è vacuità) e neppure per un personale, presunto e agognato vigore… Ma per il tempo fisiologico disponibile e utile a perseguire i miei ideali; quegli ideali che oggi, per quello che la storia mi narra, sono mutati ed esigerebbero perseveranza, forza e dedizione.

  La storia è finita. L’era è compiuta. La nuova storia sta germinando proprio adesso sotto i nostri occhi generata da un seme nascosto nel buio della terra umana molto tempo fa e più volte reinnestato. I giardinieri sembravano voler migliorare la bellezza della natura… così come un tempo i pastori miglioravano le greggi. Ma poi pian piano quelle che dovevano essere piante meravigliose si stanno mostrando ora carnivore e venefiche, un vero sgorbio virulento di una natura impazzita e deforme. Accadde anche con i pastori che invece di condurre le greggi ai pascoli migliori le moltiplicavano soltanto per macellarle e farne sacrifici ad un dio corrotto e corruttibile quanto spietato.


  Cosa è cambiato? È cambiato il dio, la divinità e con essi le liturgie.

  La vera guerra è iniziata nel peggiore dei modi:

Silenziosa, torbida, travestita, scivolosa, incomprensibile, inattaccabile e senza volti. Prima si aveva la sensazione di avere di fronte un nemico. Oggi l’amico ti appare un probabile nemico e il nemico non è che un fantoccio inutile da odiare o da abbattere. 

  Un tempo la cultura sosteneva la giustizia, oggi il giustizialismo nutre la cultura. Da adesso in poi ci vorranno decenni perché qualcosa possa cambiare in meglio e debellare questa orribile forza oscura che ci dominerà con veemente Hybris, con vendicativa solerzia e cieca ragione.

  La cultura, si… già…

Prima era Mahler, oggi lady Gaga… prima erano sinfonie oggi Sanremo… prima Bach oggi Tapper e rapper… 

  Prima, prima, prima… 


Ma basta con questo prima! Che noia! Che tristezza! 


Gioiamo invece!!! Laudemus et Exultemus alla nuova meravigliosa cultura della spazzatura più mefitica… brindiamo alla morte dell’anima, all’annientamento della singolarità e della diversità! Halleluyah!

  Plaudiamo dinanzi al magnificente dono che il nuovo millennio neonato ci regalerà:

Un pacco contenente Umiliazione, Omologazione, Obbligo di ridere, piangere o scandalizzarci come ebeti a comando, obbligo di avere tutti lo stesso gusto, le stesse idee, le stesse preferenze, e soprattutto gli stessi vizi e una sola virtù. 

  Nel fondo vi sono altri gadgets però: deportazione, delazione, stragi di massa piccole e grandi, deliziosissime deformità di ogni genere e misura… come le caramelle e i lucum ce n’è per tutti i gusti.

  Nel pacco infine ci sono anche il bonus e il superbonus: Superdipendenza dalla tecnologia e poi… 

Poi, finalmente il grande sogno, il super gratta (la pelle) e vinci … la carne nostra potrà diventare il supporto passivo del super chip biotech senza lasciare più alcuna traccia di quella cosa orribile che è l’umanità, la carne, il sangue, le speranza, le lotte, i sogni, il dolore, l’ingegno, l’arte, la meraviglia, la compassione, il grande viaggio nell’abisso mostruoso dell’universo e della vita. 

  Liberi finalmente da tutto quel vetusto e fatiscente ammasso lordoso di mollezza poetica e filosofica inutile cediamo, gioiosamente e con cieca fiducia, la democrazia e la nostra vita “Alta” al felice cinismo globale e innalziamo fieri - ovunque - gli altari al controllore totale di ogni nostra azione. 

  Felici di non poter mai più sfuggire ai nostri carnefici riposiamo tranquilli sui nostri giacigli moderni con la certezza che d’ora in poi ci sarà di certo chi veglierà notte e giorno su di noi. Ci verrà detto che per noi è come un padre e noi lo penseremo come il Padre Nostro e di certo sarà ovunque nell’aria, nel cielo, nell’etere, ovunque…

Così finalmente potremo vedere e toccare con mano i mitici “angeli del signore” che più non vedemmo da millenni. I nuovi Malakhim, gli Angelos i comandanti e i soldati delle schiere non più “celesti”  ora saranno sempre accanto a noi, ad un respiro da noi; con le loro corazze, i loro elmi e le loro armi “divine” pronti a punire i “cattivi” e i disobbedienti” … in nome della pace. Una torpida ed ebete pace che svuota i sensi e non ti fa più desiderare nulla, neanche il più vacuo e nudo vivere…



Così anche i nuovi “GahnEden” si stanno riaprendo e sono migliaia. Giardini conchiusi ed inaccessibili dai quali dovranno nascere i nuovi Adam, e con essi i nuovi centauri e le favolose chimere, brutture e storture d’ogni genia, razza e rango.

  Fuori invece, come da copione, continuerà una vita misera e sottomessa di una umanità che dovrà scegliere soltanto a quale padrone obbedire e sottomettersi per servirlo e riverirlo. Eh, si… Sono tornati. I nuovi Elohim sono di nuovo tra noi. Avrei sperato che criminali come Yaweh non sarebbero mai toccati a noi e invece pare che così è e così debba essere. Basta guardare l’elenco ufficiale dei novelli responsabili appena eletti e qualsiasi dubbio svanisce ed evapora come neve al sole… stessa razza, stessa genia, stessa moralità, stessa hybris…. 

   C’è da tremare al pensiero che l’inganno nel quale eravamo caduti credendo che i buoni fossero davvero buoni nell’anima ora si rivelano essere buoni si, ma solo per il loro padrone signore che domandava loro obbedienza assoluta pena la morte senza appello; quel signore e padrone che ordinava al suo popolo e alle sue schiere celesti di uccidere, trucidare, annientare senza pietà chiunque fosse dall’altra parte, chiunque fosse fedele ad altri, chiunque - infine - che non fosse dello stesso sangue, neanche cugini, fratelli, padri, madri o gemelli… 

   Questo è il fantastico presente di un “antico futuro” che si staglia sul nostro amaro orizzonte.




Exodus


  No, la situazione è ormai ben oltre il limite del delirio… Ricorderai che era tempo che lamentavo quel delirio ormai palese, ma entrambi pensavamo fosse relegato soltanto al nostro ambiente e pochi altri. Ma sapevo che non era così, il mio corpo, la mia mente, il mondo stesso me lo narrava… I segni erano ovunque. Gran parte del mio malessere era anche amplificato da quella dolenza sinistra e oscura che non sapevo intendere misuratamente. Il mondo ci chiamava ma molti di noi non volevano ascoltare; esattamente come coloro che pur dinanzi alla realtà palese non la vedono né intendono farlo.

  Oggi il male del mondo è conclamato. Un cancro inarrestabile, una metastasi globale. Certa. Irrimediabilmente instaurato sulle fondamenta dell’oppressione e della tracotanza del più spietato dei regimi.

  La paura… che dire… ormai la paura è totalmente irrazionale. É la paura cinematografica. E’ la narrazione della paura… È la paura della paura di aver paura… E’ la paura di non voler accettare la morte naturale preferendo ad essa quella indotta da un potere che ti persuade di regalarti salute e vita ma, quando non servi più o sei molesto, quello stesso potere te la toglie come un mattatore la toglierebbe al suo bue, alla sua pecora o all’agnello.

   É la paura di non voler stare fuori dal gregge, la paura di non avere il marchio come tutti, di non avere un pastore che ti faccia pascolare abbastanza; è la paura di non volere affrontare le scudisciate a causa dei tuoi dubbi e della tua moralità. Meglio essere immorali  che immortali, oppure obbedire che soffrire inutilmente per una giumella di sano cinismo.

   Meglio ammazzare tuo figlio con un veleno mortale che rischiare di essere punita dal signore… Meglio qualcun’altro che tu… Meglio essere controllati finanche nel cesso di casa e in ogni singolo istante della tua miserevole esistenza per essere certi di non trasgredire e di obbedire puntualmente

… così credi di essere premiato con un giorno in più di vita… o soltanto posticipando la punizione…



Bentornato Eloah!  Ben ritrovati Benei-Elohim!!! 





sabato 16 gennaio 2021

QUID SUPERERAT DIEI

קרא ן אל





Già, amici miei...
che cosa ci resta del giorno? siamo qui, silenziosi a guardare ciò che accade fuori... quel sordo clamore che non vogliamo ascoltare e che facciamo finta di ignorare per star bene ancora un pò... finché resta un brandello di giorno...
  nessuno vuol capire, nessuno vuol vedere con coraggio la semplice realtà che si para chiara e netta dinanzi a noi... tutta la verità è ostracizzata e la più palese delle falsità è invece sacralizzata e ostentata sull'altare del terrore e della paura irrazionale.
  bisognerà fare il punto, prima o poi, di questa onirica ed orrenda situazione... ci proviamo insieme?

Washington DC... lockdown militare totale... ad ogni angolo di strada per molte miglia quadrate check point militari... ma nessuno più indossa mascherina... coprifuoco...

Irlanda: i militari scacciano a pedate la polizia che tenta di sopprimere le rivolte e le manifestazioni del popolo... che diavolo succede? chi sta con chi e perchè?

raffiche di arresti ovunque ma soprattutto nella west coast di pornopedofili "satanisti" di alto rango tra cui accoliti e frequentatori di quel rampollo spurio dei Rotschild: James Achilles Alefantis proprietrario della pizzeria per bambini "Komet pingpong"  frequentata dai clinton, dagli Obama, dai Bush, ai Podestà, dal noto attore pornopedofilo Kevin spacey, ai De Niro, e molti altri esponenti del cinema, dello spettacolo, della politica e dell'alta imprenditoria...
centro del mirino del Pizzagate che vede quel locale come occhio del ciclone dei più efferati e sporchi crimini dell'ultimo millennio ai danni di minori, torturati, seviziati, posseduti, drogati, uccisi e perfino fatti a pezzi per la gioia dei frequentatori d'alto rango e molto, molto ricchi...

per inciso... lui - Alefantis - è nemico di Trump, come tutti i suoi amici di merenda, Soros compreso

 Il giudice associato della corte suprema U.S. Ruth Bader Ginsberg ha osteggiato per persecuzione degli autori di reati sessuali sui minori dichiarando la necessità di abbassare l'età del consenso a 12 anni; mentre la laburista inglese Patricia Hewitt ha spinto il consenso a 14 anni.. Infine Theresa May (ex primo ministro del partito conservatore UK propone la legge secondo la quale anche i pedofili dovrebbero poter adottare figli...

 la pedofilia è ormai una corporazione vastissima ed estesa... e si annida non soltanto nelle menti corrotte ma anche nel normale tessuto sociale della politica e del mondo dei vip...
perchè, vi chiedo, non vi fa tornare alla mente le medesime efferate nefandezze compiute nello stesso ambito sociale della Germania nazista? 

  Ma non finisce qui.
  davanti ai nostri occhi vi è una semplice e disarmate realtà offuscata da forme coercitive fondate sulla paura e sul terrore.... Il VIRUS MORTALE!
ormai assuefatti all'idea di un virus farlocco in realtà ma ufficialmente mortale non vediamo lo scacco matto del barbiere che abbiamo davanti. Un vaccino...
  Lo chiamano così perchè appaia rassicurante, salvifico, messianico e liberatore. ma cosa realmente accade?
  Accade che non è un vaccino... semplicemente non è un vaccino. anzi....
è proprio la vera arma che distruggerà la popolazione umana nel prossimo decennio... e ci hanno convinti a volerlo a tutti i costi. moltitudini di uomini e donne ne implorano l'avvento resurrettivo.
  in verità anche nun giocatore di dama o di tressette capisce bene che la carota del covid non è il male ma proprio il "vaccino" che dovrebbe curarlo... 
il virus nessuno sa dove sia e come sia fatto - questo è ormai certissimo - eppure accettiamo una cura genica che trasforma il nostro DNA , e che con ogni probabilità sarà proprio questo il vettore che scatenerà un numero imprecisato di pandemie mortali di ogni genere.
   i vaccinati diffonderanno virus e malattie ovunque e irrimediabilmente... 
molti invece si ammaleranno subito e moriranno altri, invece attenderanno mesi o pochi anni per scoprire di aver un cancro...
  era già successo... da studi recenti si evince che il cancro ha avuto una crescita esponenziale nella popolazione umana a partire dai primi vaccini antinfluenzali...... crescita direttamente proporzionale...  Cinquant'anni fa uno su mille contraeva il cancro ... oggi uno su cento e di questi tutti supervaccinati contro le stagionali.... chi di noi non ha almeno un esempio nella propria famiglia? Io si e più di uno... non riesco più a credere al caso.

  La realtà che abbiamo di fronte? semplice.
la colpa sarà di chi ha voluto fortemente il vaccino e di chi si è convinto a vaccinarsi diventando così un'arma ... una mina vagante prima di stramazzare al suolo uccisa dalla sua stessa stupida follia e terrore.
  
"La vita non è un giro di prova" recita un personaggio di un recente film d'azione... come dargli torto? se fallisci non hai una seconda opportunità... muori punto. se decidi per tuo figlio lo condanni a morte... nessuno ti restituirà tuo figlio... sarai capace di sopravvivere a questo dolore?
puoi sempre scegliere di venderlo prima ad James Alifanti... magari ci guadagni qualche centinaio di migliaia di dollari al nero...
  
 Cosa pensate dunque? al di là del virus farlocco cosa vi aspettate dal futuro? come lo disegnereste il vostro splendido futuro? QUALI SONO SECONDO VOI I SUOI VERI CONTORNI? 
Cosa ne resta di quel brandello di giorno che vi resta immersi in liquami disinfettanti e asfissiati da mutande messe in faccia anziché sul culo? Pura dissonanza cognitiva, amici miei... guardare in faccia la realtà scomoda e troppo forte si rinuncia volontariamente a credere... semplicemente ci si rifiuta di credere...  fino a negarla del tutto con veemenza e sdegno.
 Ma chiedetevi, chi davvero complotta, chi difende la vita e la natura delle cose o chi viuole sovvertirla incutendo in voi orrore e terrore?




bonum nocte musices!

mercoledì 6 gennaio 2021

קרא ן אל

קרא ן אל



Nessuno sa se dio esiste; in fondo nessuno l'ha mai visto però dal fatto che esiste l'idea di dio nasce una storia, la storia di chi è persuaso che dio esiste. Beninteso che nessuna idea racconta la "verità"; piuttosto come efficace strumento della storia. Se un'idea genera una storia allora è atto doveroso prenderla in considerazione.

  Parlare di Dio è doveroso poiché la storia umana è pervasa da questa idea prima greca Theoi poi cristiana e infine mondiale con la prerogativa di essere una "verità" non conclamata ma accettata come tale.

In fondo il mondo ellenico parla di dio ma in modo sincretistico, conciliando una moltitudine di divinità poi riassunte dalla teologia "cristiana" sotto un monolitico dio unico. Dai Theoi al Theos (θεός; pl. Θεοί theoí)... Un bel passo in avanti, ardito e raffinatamente carpiato per la cui messa in opera ci sono volute migliaia di testi e milioni di mini menzogne e artifici di ogni sorta.

  Ma a noi oggi poco importa, in fin dei conti, perché siamo addormentati su idee comode. La nostra era è l'era della comodità o semplicemente della sua "Idea" che sembra verità perché supportata dall'abbagliante e "magica" tecnologia che ne promette tanta mentre in verità addormenta inesorabilmente ogni capacità umana e sovrumana che l'essere umano un tempo possedeva. 

   Era il tempo in cui l'umanità camminava al fianco dei Theoi, al fianco degli Elohim e parlava con essi perché costoro erano (e forse ancora lo sono) quelli che hanno affrettato i tempi della naturale evoluzione regalando all'umanità la propria, avendo da quelli in dono la loro ombra, il loro Tzelem, il frammento che contiene la forma compiuta e per estensione il seme.

   E del resto anche l'antico gnosticismo opera una netta separazione tra l'entità "scintilla" e il falso - o meglio i falsi" dei creatori. L'uno è inconoscibile se non attraverso una gnosi profonda e sublime ma senza possibilità di rappresentazione alcuna; gli altri sono veri, tangibili, sono "Non Dio" ma modellatori, fabbricanti, non buoni, non onnipotenti né eterni. Perché mai si parla di eternità nei testi biblici. Mai.

   Tant'è che un giorno un Maishya a noi molto noto, ma al suo tempo uno tra i tanti, infervorato nella sua opera umana ebbe a dire: "...il mio dio non è il vostro dio".  E poi per tutto il suo operato parla di "Padre" e non di dio o di dei. Lui sa in realtà e conosce profondamente la differenza tra Padre, "Abu"  e dio, Theos che ne l'aramaico ne l'ebraico conosce il concetto di Dio in quanto unico elemento creatore superno e inaccessibile. 

   Probabilmente quegli elohim ne avevano conoscenza ma non di certo gli umani del tempo di Gesù che, invece, avevano grande dimestichezza con quelli che noi chiamiamo dei. Una moltitudine che governava l'umanità ad essi sottomessi da millenni.

   La liberazione del nuovo e inaspettato Mashya infatti non è da intendere rispetto ad un male indistinto, ad un peccato originale mai commesso, ma una liberazione da un dio malvagio, vendicativo e despota che non conosceva pietà perché nato nella guerra e per la guerra, vissuto nell'abitudine della gerarchia, del comando e del potere. 

  quel dio umano, troppo umano, che insegna al suo popolo il ricatto del denaro mentre Yoshua cerca di redimere l'umanità insegnando a restituire quel denaro a chi ne fa arma di potere. date a Cesare quel che è suo e date al padre quel che è del Padre. 

   Quel Mashya è davvero Il Mashya che opera una profonda Metanoia nel mondo cercando di distruggere non già Roma o il male originale ma quel Eloah che generava morte, che conquistava con il sangue fazzoletti di terra arida e regnava con violenza cieca su ogni ebreo che gli giurasse sottomissione. Ben lungi dall'essere un Dio e men che meno assoluto e "creatore" di cieli e terre, mondi e cosmi. Piuttosto un invasore come tanti (Tertulliano ne parla ma anche Flavio Giuseppe ed altri che li videro e li conobbero come Paolo di Tarso).

   Platone descrive il passaggio da istinto a regola e dice che quando un certo giorno si verificò la "megiste metabole”: grande capovolgimento in cui il dio abbandonò la tribù umana e gli uomini, perché prima governava "con il bastone come si governano le pecore" e gli uomini, per vivere, dovettero darsi delle regole da soli e in questa maniera inventarono la politica.

  La politica è una parola che viene dal greco polla che vuol dire molti: Politike che forma una crasi tra Polys e tekhné, dunque tecnica, arte che attiene alla moltitudine.

Come facciamo a convivere tra molti con molti attraverso regole istituzionali? in principio vi erano gli dei e le loro leggi, non dieci ma decine e decine, poi giunse l'uomo affrancato (in apparenza) da quegli dei e fascinato da quell'antico Mashya che conosceva la propria debole forza contro il fascino del potere e del denaro e ne redasse ancora di più. Giunsero i Soloni e con essi coloro che creavano leggi e giurisprudenze sempre più complesse. Ecco, questa è un po la storia dell’uomo. Attenzione allora che cos'è la libertà in un contesto di questo genere? É il fatto di non avere istinti; l'uomo è libero, ma pericolosamente libero perché se esercita la sua libertà all'interno del mondo istituito dalle istituzioni va bene, ma se la esercita anche fuori dal mondo istituzionale allora corre dei pericoli man mano che la società si fa evoluta e complessa.

  Però di fondo è la indeterminatezza per cui noi crediamo di essere liberi, un'indeterminatezza che denuncia che non siamo dei viventi, armonici con la natura, ma ancora vittime plagiate dal barbaro istinto  elohitico che esige desiderio di potere, inganno, oppressione, sottomissione, ricatto e coercizione.

  Ma a dirla tutta neanche il mio padre è il vostro padre come il mio dio non è il vostro... se il vostro è quello che mi mostrate.

קרא ן אל  Karah wah El. Chi discorre con El.

Ma potrebbe di certo esserlo se apriste occhi e cuore (in senso generico); restituendo a Cesare quel che è suo e tornando nel mondo che è origine e fondamento, dove vibra ogni minima chorda di tutto e dove non accettare di essere parte di quel Tutto significa scegliere di non essere degni di viverci e destinati ad un indefinito (Le-Olam) confino. Unico caso in cui necessita la spada è proprio questo recidere i rami malati, asportare il cancro umano che uccide il mondo, trovare l'equilibrio della bascula.

  Tornare nel mondo per tornare nei cieli. fare nuove tutte le cose, restituire valore vero a tutto. 

     Ma so che tanti crederanno che ciò comporti la rinuncia a qualcosa di grande a cui siamo giunti e che ci fa grandi.

  Ma no, non è così. quella rinuncia non è un regresso. Piuttosto è una evoluzione - difficile, si - alla quale nessuno dovrebbe rinunciare. essere noi stessi prolungamento umano e non vittime di protesi tecnologiche. 

   E' difficile. Pochi comprenderanno. Ma addormentare i sensi a lungo, li distrugge per sempre. Esercitarli sempre supera ogni tecnologia. Non crediate di giungere a Dio o ad essere Dio con quella Tekhné ... Al massimo potrete fingere di essere nuovi dei ancorché più beceri di quelli in cui credete o avete creduto. Senza quella tecnica, sarete liberi di riconoscervi Dio vero incarnato che non ha sembianze e non domanda icone e sottomissione né sangue ne violenza o potere. Il suo potere è nel Tutto.

R.C.