Γένεσις - Genesis
Robert Caravella
χαῖρε
Robert

χαῖρε
Robert

Guardo un gatto, ma non soltanto il suo sonnecchiare placido e fiducioso benché sempre attento e pronto a scattare in caso di pericolo. Noto le sue movenze, quelle che spesso passano inosservate ai più disattenti. Parlo di quei gesti che ti fanno comprendere quanto profondamente sia legato a doppio nodo al Mondo circostante. Il suo annusare l’aria non soltanto con il naso ma anche con la bocca, con le vibrisse, con tutti i suoi sensi; il suo guardare fisso in un punto in cui nessun altro vedrebbe alcunché. Noto che quello sguardo fisso segue luci ed ombre a me precluse, capta movimenti lontani e minuti come fossero ombre del futuro o di una dimensione a me negata. Ma noto anche la sua fiducia in me, e lo capisco perché so di non mentirgli e so anche che lui non mi mentirà mai…
Ma poi distolgo lo sguardo sul gatto, che intanto ronfa strusciando il suo musetto sulle mie dita, e come lui lo rivolgo verso un punto indistinto tra me e l’orizzonte. È uno spazio aperto, per molti vuoto: quel vuoto che per l’uomo moderno si chiama “nulla“ ma che per me, come per voi, si chiama Natura, Terra, Vita…
« Lì Non c’è nulla... » dicono tutti con quell'aria di sufficienza, perché in effetti non ci sono bar, negozi, palazzine, pale eoliche o asfalto e puzza di carburante… eppure se guardi bene è invece traboccante di ogni ben di dio: piante, alberi, campagna, insetti, acqua, cielo, monti, boschi, ruscelli e fonti, animali d’ogni specie.
Basta fermarsi un attimo e vedi un mondo che pullula di vita, trabocca di stimoli sensoriali e, vi dirò, anche di una felicità superba che vince su ogni ferita che l’uomo inferisce costantemente, al mondo.
Lì, in quello spazio “vuoto“, aleggia un modello di vita di cui il buon gatto si fa pontefice e ambasciatore presso il popolo degli umani. Porta con sé l’insegnamento, il magistrale esempio di una vita vissuta con i sensi tutti. Un vivere sensoriale profondo, tellurico ma anche etereo che ne fa un modello numinoso.
Quel vivere sensoriale non fa appiglio alla scienza e alla matematica né vive di logica spicciola fatta di inganni e trame occulte. É un vivere secondo una legge non scritta su pietra ma nel sangue, nelle cellule, nelle minime frequenze, che risuona ovunque e ovunque risponde: che sia il respiro di un insetto o di un filo d’erba, di un muflone, di un albero o di una montagna.
Certo, i gatti come qualsiasi altro essere vivente, non ama tutti i suoi simili, e così anche gli insetti o tutti gli altri animali; preferisce il clan, la famiglia, il piccolo branco ma mai in natura vedrete muovere guerra tra gatti, tra topi, tra libellule, tra cinghiali. Gli animali non si armano contro i fratelli per il gusto di sterminare come invece ama fare l'uomo. La Natura non lo permette.
Solo l’uomo sa fare ciò e sa anche elaborare strategie oppressive in cui uno solo può e “deve“ essere il vincitore.
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| Suoni - musica vera ascoltata dal vivo senza amplificazioni e senza supporti digitali... Pittura, senza filtri ma soltanto pennelli e colori... |
La tendenza umana è quella di restare in solitudine seduti su mucchi di corpi morti e assistito da un esercito di servitori. L’uomo non conosce la vita più sensoriale perché la scambia con l’utilitarismo: questo è dolce, questo salato, sento freddo, sento caldo; devo fare la pupù, devo fare la pipì… pappa, cacca e nanna… soldi, soldi soldi...
I sensi sono messi a dura prova perché l’uomo fa di tutto per limitarli ed isolarli. Si ascolta la musica in cuffia, si sentono le parole ma non se ne coglie il senso; si parla attraverso un microfono; si guarda il mondo attraverso uno schermo digitale; si fissa una realtà edulcorata con una fotocamera, un cellulare e mille filtri, si accetta per vero tutto ciò che è filtrato da lenti e ottiche meccaniche e di plastica, ma non si riesce a cogliere il vero che si ha davanti al proprio naso… si crede vera una versione del mondo elaborata dalla "Inteldemenza Artificiale“. Si gusta solo con la lingua, e ci si compiace solo con la pancia. Il tatto è quasi del tutto atrofizzato (non soltanto quello sociale che è ormai un mito metropolitano…) perché viziato da plastiche e materiali chimici d’ogni sorta, la “T-shirt“ di tessuto tecno (fu - “maglietta“, ma rigorosamente anglicizzato altrimenti non ha valore, perché fa prosaico…) deve aver valore solo se firmata, anche se fatta in Cina con la merda. A proposito: qualcuno ha per caso notato che se descriviamo una persona “cafona“ diciamo sempre: « Ma se l’avessi visto com’era conciato: maglietta e calzini con i sandali..! »; ma se invece torniamo dal centro commerciale esclamiamo tutti fieri: « Ti piace la nuova T-shirt che ho comprato? »… Non vado oltre ma sarebbe bene meditare su certe cose.
Siamo al livello ormai rodato e collaudato in cui di un fiore in plastica diciamo: « che bello, sembra vero! » mentre di uno vero diciamo: « Che bello, sembra finto! ». Incapaci di distinguere la sostanza oltre le apparenze la nostra vita è mutata in una dimensione “insensata“ in cui un camice bianco è garanzia di indubitabile verità scientifica, dove il vestito ha sostituito la livrea o il vello, dove il ghigno è diventato un sorriso, e il sorriso una smorfia, dove il veleno è diventato elisir salvifico, dove il narrato ha cancellato il vissuto, dove la regina dei sensi, indiscussa e tirannica, è la petrolchimica e dove persino lavarsi è divenuto un problema sensoriale e non igienico…Good save the Queen…

Il mondo della vita sensoriale ha quasi del tutto cancellato persino il sottile quanto fondamentale mondo dei feromoni capaci di guidare le scelte sane e giuste per ciascuno di noi finanche nei segnali che distinguono chiunque si abbia di fronte. Pensateci: abbiamo davanti a noi una persona affascinante, ben vestita, la immaginiamo ricca e di successo, la guardiamo e ne percepiamo il profumo, che so… Guerlain Spiritueuse Double Vanille – Eau de Parfum da 325€ del quale solo un misero 1% è costituito da estratti naturali mentre il resto 99% è frutto di sapiente elaborazione petrolchimica. Ecco, questa “persona“ ci inganna. Ci impone un’immagine e una esperienza sensoriale della sua personalità che non corrisponde neanche un millesimo alla sua vera natura perché ha bisogno di insacchettare letteralmente la sua pochezza e la sua menzogna dentro una patina petrolchimica che la ricopre interamente e - con ogni probabilità - anche internamente.
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| The Spirit of Dubai Parfums - costo: 800.000€ |
Vediamo e tocchiamo forme innaturali il cui odore di plastica sovrasta ogni arcaica naturalità e domina sui sensi ormai corrotti. Ma talvolta, e molto raramente, può capitare di annusare il proprio gatto (tanto per rimanere in tema) e scoprire che profuma, odora di pulito, eppure non fa una doccia neanche sotto tortura, sempre pulito e ordinato: la sua lingua e la sua saliva in qualche modo fanno naturalmente, gratis e senza inquinare, ciò che noi abbiamo dimenticato forse per sempre e siamo costretti a fare con prodotti industriali della Petrolchimic queen....
2Mi baci con i baci della sua bocca!
Sì, migliore del vino è il tuo amore.
3Inebrianti sono i tuoi profumi per la fragranza,
aroma che si spande è il tuo nome:
per questo le ragazze di te si innamorano
[…]
…Il fico sta maturando i primi frutti
e le viti in fiore spandono profumo.
Àlzati, amica mia,
mia bella, e vieni, presto!
[…]
Prima che spiri la brezza del giorno
e si allunghino le ombre,
ritorna, amato mio,
simile a gazzella
o a cerbiatto,
sopra i monti degli aromi.
[…]
Come nastro di porpora le tue labbra,
la tua bocca è piena di fascino;
come spicchio di melagrana è la tua tempia
dietro il tuo velo.
E ancora…
Le tue labbra stillano nettare, o sposa,
c’è miele e latte sotto la tua lingua
e il profumo delle tue vesti è come quello del Libano.
12Giardino chiuso tu sei,
sorella mia, mia sposa,
sorgente chiusa, fontana sigillata.
13I tuoi germogli sono un paradiso di melagrane,
con i frutti più squisiti,
alberi di cipro e nardo,
14nardo e zafferano, cannella e cinnamòmo,
con ogni specie di alberi d’incenso,
mirra e àloe,
con tutti gli aromi migliori.
15Fontana che irrora i giardini,
pozzo d’acque vive
che sgorgano dal Libano…
(Dallo “Shir ahShirym Asher li Shlomoh“ - Il Cantico dei Cantici.)

Ma di cosa è fatta la vita sensoriale, come la si riconosce? Gli “attori“ più addomesticati all’evoluzionismo sono convinti che vivere una vita sensoriale consista essenzialmente nell’essere pelosi e puzzolenti, nell’afferrare con la sinistra una clava e con la destra la chioma della donna prescelta, stordirla con una mazzata e possederla selvaggiamente fino allo sfinimento…

Per gli altri invece è certo che significhi piuttosto vivere perennemente col naso all’in sù come in preda agli effetti di una droga psicotropica vagando come dementi in una comunità di mangiatori di loto e con un perenne sorriso ebete stampato sul viso.
No, non è così. Né l’una né l’altra. Mi spiace.
Condurre una vita sensoriale significa apprendere nuovamente a cogliere segnali minimi dal mondo esterno, riacquistare dignità, disintossicarsi da pratiche imposte, sceverare idee preconcette, cogliere il senso della ragionevole necessità, scegliere di guardare alla semplice e pura verità, dismettere i panni della menzogna, cogliere ricordi nell’aria, apprezzare l’amaro quanto il dolce, l’aspro e il salato. Significa saper ascoltare e saper “vedere“ non solo la realtà tangibile ma anche la sua espressione artistica: una sinfonia, un canto così come una pennellata, un tocco di scalpello, un'opera d'arte prodotta con sapienza e dedizione... Significa anche saper riconoscere chi si ha di fronte al di là di qualsiasi paludamento o fascinosa menzogna. Significa apprezzare il profumo del tempo, amare il ruvido quanto il liscio, riconoscere il profumo della nascita come quello della morte. Significa ascoltare il suono reale del mondo senza filtri, così com’è: vero, reale, sottile, tellurico, vibrante e ricco di armoniche che investono l’intero corpo come un’onda marina spumeggiante. Odore di legno, di resina, di carne, di terra, di erba, di fiori e si, anche di merda…

Vivere nel pieno dei sensi è vivere pienamente la Natura, lustrandosi nelle sue acque per scrostarsi di dosso il mefitico puzzo di menzogna che ci ha imposto il tanto ambìto progresso che ci conduce, come pecore, al macello fingendo di condurci al pascolo. Significa dar senso reale e compiuto ad una stretta di mano, ad un bacio, ad uno sguardo, ad un gesto, ad una postura, ad una parola e anche ad un silenzio. Significa dar spazio alle minime percezioni che rivelano e disvelano passato, presente e futuro senza averne paura. Significa vivere il qui ed ora nel profondo senza sperare ma soltanto agendo.
χαῖρε
Robert