sabato 26 ottobre 2024

 

Demenza senile? No, Artificiale

Robert Caravella

Riflettendo su questa frenesia compulsiva di tecnologia che ogni giorno di più vediamo guadagnare terreno tentando di cementarsi nei nostri cervelli come “cosa buona e giusta“ oltre che irrinunciabile in nome della modernità e del buon nome di società evoluta, credo sia doveroso un monito amichevole e, nonostante le apparenze, per nulla moralistico come si potrebbe pensare. 

Da “addetto ai lavori“ nel campo diciamo creativo artistico mi sono reso conto che con l’introduzione della mirabolante Deficienza Artificiale detta IA (AD…sic!) e soprattutto nella amabile figura di Chat Gpt la quasi totalità degli umani si è riversata a sfruttare le “sue enormi potenzialità“ (semper sic!). Tuttavia mi preme sottolineare un aspetto fondamentale a cui raramente si pensa con onestà. 

Se non sei un creativo dop - doc - docg per natura e studi specifici, se non hai mai praticato talune forme di creatività per tutta la tua esistenza, forse dovresti ammettere con te stesso che non ne sentivi il bisogno o forse avevi piena coscienza che quella roba lì non ti interessava o che, infine, comunque non faceva per te. E così, giustamente direi, hai sempre pensato bene di fare altro.

Se sapevi di essere, ad esempio, un giornalista di seconda o terza scelta e sapevi che c’erano altri che molto più di te meritavano un pulizer mentre tu, buono buono, ti accontentavi di tirare su uno stipendio ricalcando veline e aggiustandole alla ben’e meglio oppure ispirandoti ai grandi servizi giornalistici di professionisti più esperti e capaci (invidiandone la forma letteraria, i percorsi logici, l’originalità) dovevi semplicemente ed onestamente tentare di fare il meglio di te impegnandoti maggiormente e apprendendo con ardore e zelo l’arte che ti fascinava fino a guadagnarti una dignità meritata e tutta tua pur lasciando andare alla deriva il sogno infantile del Pulizer o del Golden Globe o del Nobél…
 Se ti affascina la grafica, ma ti mancano le basi elementari, la tecnica o persino le idee e senti di doverle copiare e manipolare per poter realizzare il tuo sogno creativo - altrimenti saresti lì per ore a guardare il foglio bianco che è più bianco e vuoto del tuo cervello - non andare oltre nel forzare un istinto che non possiedi. Non si tratta di stitichezza che passa con la dolce euchessina o con un buon cucchiaio di olio di ricino... Non cercare le comode scorciatoie che ti offre qualcuno, perché come presto capirai è un male e un danno enorme proprio soltanto per te ma che si riflette immancabilmente anche sul mondo circostante (soprattutto quello che rotea nella tua diretta sfera: parenti, amici, colleghi, conoscenti vari, amanti…).
Lo so, e perfino lo comprendo che la novità sia una cosa intrigante, che solletica orgasmicamente e titilla il tuo ego in nome di una sognata abilità altrimenti negata. Tutti ci cascano, prima o poi. Anche io come te ci sono cascato a suo tempo ed infatti eccomi qui al computer a scrivere questo testo per te, noi… Ma c’è e deve esserci un limite. E quel limite sei tu stesso e la tua verità che ti porti addosso nella pelle e nella tua storia intima. Se non sai scrivere non scrivere. Oppure impara a farlo, ma non farlo fare ad altri. Se non conosci la musica, non l’hai studiata, non sai leggerla e non sai suonarla se non attraverso la tecnologia fidati… non sei un musicista, non sei un artista, non sei nulla di quello che ti piacerebbe essere! Sei soltanto figlio di AI e della sua prole o dei suoi genitori… senza di essa cosa ne rimane del tuo genio, della tua perizia, della tua conoscenza, della tua personale esperienza? Te lo dico io: un torsolo di cavolo secco… niente. Tutto facile, tutto semplice, tutto a portata di mano… anche le idee che non hai e che non si generano dentro di te ma nell’eterico mondo della poltiglia internautica…
Peppino Merdisi da Scarafaggio

Non illuderti... questa qui non esiste... Parola di A.I.
Ricorrere alla tecnologia di consumo come appunto ChatGpt o qualunque altro sistema di Deficienza Artificiale comporta una progressiva demolizione della tua intelligenza (o di quello che resta) ma, ancora peggio, di quella dell’umanità intera. Non ci avevi pensato, è vero? Eh, lo so… sono pochi quelli che ci pensano. 
Allora ti aiuto a ragionare.

La demenza artificiale (perché quello è di fatto, almeno fino ad ora, ma sono certo che poi sarà ancora peggio e te lo dimostrerò) apprende statisticamente proprio dal pensiero comune fornito da noi attraverso internet ed affiliati. Ciò significa banalmente che quando chiedi ad essa di creare qualcosa lei non fa altro che elaborare ciò che ha letto, assimilato e rubricato (diciamo imparato, vah…) attraverso il web da tutti gli utenti o da gran parte di loro. 

Ora va da sé che se gli utenti, te compreso, si nutrono di idee preconcette, di battute comiche, di idee preconfezionate, di pre-giudizi, commenti giornalistici, editoriali, creazioni grafiche, musiche, citazioni, brandelli di saggi, opinioni scientifiche, consigli orgonico-spiritual-metafisico-maggici, oppure soltanto ricette di cucina e notizie terrorizzanti, lei la maggica IA Gpt non farà altro che fornirti un pacchetto infiocchettato pieno di scemenze immonde già dette, ridette, sunte e consunte da qualche miliardo di persone. Solo che tu, che stai sul divano di casa tua al sesto piano della Prenestina o nel trilocale al terzo di Piazzale Corvetto, e persino se, invece sei nel nobiliare Pariolino o a Porta Venezia, immagini che quel prodotto sotto cui apponi la tua firma gloriosa non è altro che paccottiglia ma ti assicurerà una bella pacca sulla schiena di amici e parenti. Finalmente sei anche tu sotto le luci della ribalta stringendo al petto il tuo premio Tapino per l’originalità meno originale e più diffusa.

Gli altri faranno lo stesso, magari usando anch’essi, la cagata che tu hai prodotto e di conseguenza anche la IA apprenderà da tutto ciò. Risultato? Semplice, semplice… Non passerà un lustro che lei, la divina madonna della IA, aggiusterà il tiro diventando sempre meno intelligente e sempre più banale perché sarai proprio tu ad insegnarlo a lei. Se tu immetti scemenze, falsità, pregiudizi, false informazioni, lei apprende e te le rifila. Se dietro le quinte qualcuno immette nel circuito pubblico quantità industriali, fiumane e torrenti di informazioni fallaci, false, ingannatorie; se produce video falsi con scene inventate ma di grande impatto, con persone che paiono vere ma sono soltanto frutto di elaborazione grafica, se vedi parlare un presidente ma ignori che quello non è che un avatar di Gpt allora sarai condizionato ad utilizzare quella poltiglia che tu chiami cultura contemporanea da cui IA apprenderà e che diffonderai - insieme ad altri tuoi milioni di “colleghi e compagni di sventura“- ovunque e a spaglio nel mondo sempre più narcotizzato. Insomma alla fine vi ritroverete tu e C. Gpt ad essere sempre più dementi e ignoranti, sempre più incapaci di intendere e volere e sempre più schiavi di voi stessi felici di essere la specie universale più evoluta e intelligente dell’universo. Felici, infine, di nutrirvi alla “fonte“ di Hasbara * e dei suoi mille rivoli…
A proposito, forse non te lo hanno detto o forse non lo rammenti; ti rinfresco la memoria:AI non rappresenta solo il grande problema della tua demenza che non è senile ma artificialmente instillata. E' soprattutto una famelica divoratrice di energia come e più di tutti i trastulli elettronici che tanto adori, comprese le magnifiche auto “elettriche“. E' quell'intelligenza che farà funzionare ogni cosa dall'auto al forno a microonde o alla lavatrice, ai semafori, alle videocamere con riconoscimento facciale, agli aerei e ai mezzi senza autista, ai robot e a tutte quelle altre immonde invenzione del Im-mondo Nuovo. Tutta roba da Rim-bambini... che servirà affinché tu possa giocare, divertirti, “guadagnare“, riscuotere consensi sul web, e non muovere un solo muscolo per fare quello che non sai e non hai mai saputo fare. Sarai costretto a pagarlo molto caro il nutrimento dell'energivora AI.
Eh, si... funziona con l'elettricità... tanta... tantissima non te l'avevano detto? Embeh, ripensa, se ti riesce alla tua fede, nel Green Deal... alla CO2... alla tua fede nella Schienziah... e a quel che rimane della tua intelligenzza...
Contento te…
χαῖρε 
Robert

*) Hasbara הַסְבָּרָה -  termine che si rintraccia nei media tradizionali della stampa inglese risalenti alla fine degli anni '70 del Novecento che lo descrivono come "costruzione di una immagine all'estero".

Trattasi di parola squisitamente ebraica che indica uno sforzo collettivo su scala mondiale di divulgare informazioni che contribuiscano a generare impressione positiva, democratica e promuovere Israele come la terra meravigliosa dove bellezza, libertà, tolleranza e democrazia imperano. Praticamente propaganda pura né più né meno di quella operata dagli USA in questi ultimi cento anni...










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