martedì 9 novembre 2021

- Exordivm -

 





Beh, cosa dire...

Mi affaccio di nuovo sulle sponde della narrazione. Ne avevo necessità, pura avidità e sete di vita. Mille odori, atmosfere che riaffioravano violente portando con sé emozioni, ricordi, profumi....

Dovevo rintracciarle, quelle atmosfere; cercarle nella memoria e ricollocarle in un ambiente a me noto o comunque congeniale. Lentamente e scaturita da una piccola scintilla - come sempre mi accade - si fa strada una storia che in qualche modo diviene la "Mia" storia; ma non quella vissuta nel mondo tra la gente, bensì quella vissuta interiormente nell'amata solitudine dei sensi che inspirano aria ed emozioni diffuse, partite  tra sogno e percezione, tra vissuto e memoria.

Il glicine, l'auranto, la bouganvillea, il fico, l'oleandro... E poi la salsedine, il muschio, la brezza, e l'odore della menta selvatica, del bergamotto e dei fiori dell'arancio; un monumento dei sensi che mi riportava costantemnte verso quei lontani giorni dell'infanzia, quando la caleidoscopica  zietta portava il suo piccolo Robertino agli scavi di Pompei ed Ercolano.

  Che stupore! Forse ero un bambino davvero strano e fuori del comune: un bambino che girovagava entusiasta tra peristili, triclini, tablini, terme e cuponae eccitato come fosse al luna park.  Poi si tornava a casa e già verso sera iniziava la nostalgia. Non un mal d'Africa ma un mal d'Ercolano. E spesso nel corso dell'anno riaffiorava quella nostalgia che poi ho ritrovato nella splendida pittura di AlmaTadema. Ancora oggi riaffiora atterrando dolcemente come un airone pellegrino come se in un altro tempo, in un'altro spazio io fossi vissuto lì, tra quelle strade, tra quella gente.

E in verità devo ammettere che quella nostalgia  e quella ritrovata sensazione forte ed epidermica l'ho ritrovata quando ho percorso le strade di Idhana a Vela o - in generale - in Portogallo. Qualcosa nell'aria mi riconduceva di nuovo lì, non soltanto tra le vestigia di Ercolano, ma in quel luogo di vitale memoria, ancora integro della sensualità del "ritrovarsi" intatti e puri come quel primo giorno. Sarà forse stato l'aroma del cisto selvatico? l'olmo silenzioso, altissimo e regale, i silenzi assordanti di vita, o forse la luminosità avvolgente e sensuale? O infine quelle tende rosse e arancio che ondeggiavano sensualmente alla brezza dei monti e delle valli prossime al grande oceano riverberando quei toni nella stanza?

Ho raccontato Drvso,  ma sotto ricatto; un amichevole ricatto... a patto cioè che lui, in qualche modo e misura,  raccontasse me. O meglio quello che sono sempre stato segretamente quando il mondo guardava
distrattamente altrove. Un giorno me lo ha giurato. Si, proprio lui Drvso ha accettato quel difficile e insolito patto.



Così nasce DRVSO e la sua omerica storia: quella di un uomo che avrebbe agito come anch'io avrei agito. Incurante del mondo esterno, estraneo alle promesse di uomini, governi e religioni, di divinità, di scienze e di credenze. Un uomo desideroso di apprendere da se stesso la vita e le sue profonde verità consapevole di essere - comunque vadano le cose - vincitore su tutto e restituire al mondo la sua testimonianza, nella sincera convinzione che questo dono dimenticato ancora si annidi segretamente nelle anime dolenti ancorché distratte e dimentiche.

R. C.


https://bookabook.it/libri/drvso-vita-un-legionario-gerusalemme-ad-herculanum-73-79-dc/

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