Quando la semplice verità appare meno della sua narrazione
Che la Terra sia piana, sferica, a pera o tetraedrica a noi poco importa ai fini di una tra visioni che più preoccupa l’umanità dopo i virus, le guerre totali, gli olocausti, la CO2, il dipsteit, le elezioni americane o le ScieKhimikhe o il catastrofico quanto demenziale “cambiamento climatico“... Lo dico perché in verità, se ci si fa caso, ogni narrazione è sempre più amplificata oltre l’immaginabile creando mostri mentali, chimere orrende e voraci appositamente per indurre ad un continua angustia ed uno stress psicologico che lasci continuamente intravvedere l’ombra apocalittica della morte e della distruzione. In realtà basterebbe fare il punto per un momento con il distacco dovuto e ragionare quel minimo che sia sufficiente a ridicolizzare tanto la narrativa stessa quanto i presupponenti narratori con la loro schiera di “sparpagliatori mercenari“ di notizie ufficiali. Facciamo finta che l’immagine qui sopra corrisponda alla reale forma della nostra povera vecchia Terra e consideriamo soltanto quella vastità che al momento ci è data per ufficiale. Fermo restando che, per quanto riguardi il sottoscritto, la convinzione è che in realtà essa sia molto più grande di quanto ci abbiano fatto credere fino ad oggi... e la stima si aggira intorno ai due terzi in più... minimo... rispetto alle dimensioni ufficiali; ma questa è un’altra storia. E tralasciamo anche la reale quantità di acqua presente sul pianeta, dentro il pianeta, oltre il pianeta. Lasciamo queste considerazioni in un’altra sede di analisi. Quel che importa in questa sede è frutto di un ragionamento tanto semplice da sembrare fin troppo banale e perciò di scarso valore, ma come vedremo presto così non è.
Quello che ci interessa invece, è piuttosto tentare di ridimensionare quell’allarmismo e ridurlo ad una semplice costruzione senza senso di una infernale macchina globalista e, per dirla in modo semplice e popolaresco, sputtanarla ancora una volta per capire chi realmente abbiamo di fronte (o sopra, per i più demoralizzati).
Guardiamo dunque questa Terra e ci rendiamo subito conto che, piatta o sferica, le sue dimensioni rispetto all’attività umana è decisamente molto, moltissimo, infinitamente più grande di quel che le nostre piccole menti possono comprendere. In questa immagine si può soltanto immaginare che quel puntino al centro individua una intera regione italiana e parliamo di un perimetro di circa 500 km. Ma se restringiamo il campo ad una sola provincia arriviamo a coprire un perimetro di circa 175 km. Se paragonata al solo perimetro africano di quasi 24.000 km per un area complessiva di 41.065.952.254.442,24 km2 (Come si legge, 41 trilioni e fischia di chilometri quadrati?). Dunque cominciando a restringere l’area seguendo quelle maledettissime irrorazioni di metalli pesanti, carburanti fossili, minerali e microparticelle chimiche d’ogni sorta, cominciamo (per così dire) a ridimensionare un problema che pare “mondiale“ ma che di fatto mondiale non lo è o almeno non lo è a livello di globalità terrestre. Eh, si... perché per quanti milioni di tonnellate di merda chimica vadano spargendo nei nostri cieli in realtà è molto meno di una spruzzata di anti zanzare in una notte d’estate; almeno per quanto riguarda la nostra madre Terra nella sua interezza.
Come si vede da questa seconda immagine cominciamo a restringere il campo sulla nostra Europa e sul intero bacino Mediterraneo. Quel puntino è sempre il nostro indicatore che comprende una intera regione. È li, ad esempio che insistono a irrorare la loro merdolina che dovrebbe cambiare il clima... ma andiamo ancora oltre:
Mmmmh... ancora troppo piccola la zona. Non si vedono neanche le città. E le scie che fanno tris in cielo sono del tutto invisibili. Andiamo oltre... focus...
Ancora niente. Niente città, opere o attività umane visibili. Figuriamoci le scie... Andiamo avanti? Dài!|Ecco, ci stiamo avvicinando sempre più come alieni che atterrano sulla terra con le loro astronavi...
Ci siamo quasi. Riconosciamo già parte del territorio. Siamo in pieno nord del Lazio tra Tuscia e Toscana... Siamo nella zona dei laghi del centro Italia, tra Lago di Bolsena, Lago di Ronciglione e lago di Bracciano, zona preferita degli insediamenti Villanoviani ed etruschi. Ma ancora non si vede l’ombra di città se non aguzzando la vista. Scendiamo ancor più di quota.
Ecco. Finalmente quasi ci siamo. Se facciamo caso e aguzziamo la vista vediamo finalmente una piccola città e, in particolar modo Viterbo con la sua provincia che include il lago di Vico. Qui in questa zona sono avvistate di continuo irrorazioni intensive di immondizia chimica sparsa giorno e notte ma, ultimamente, più di notte che di giorno per evitare l’esasperazione pubblica. Ma spesso la Natura è abbastanza ingrata con gli stronzi per fortuna e così alle prime luci del giorno continuano ad essere visibili. Ma ora scendiamo ancora di quota e proviamo a vedere cosa si può notare.
Ecco che con un piccolo sforzo possiamo vedere dal satellite quelle strisce bianche lasciate dagli aerei. Sono appena visibili da cielo ma sono ben evidenti e inquietanti se viste da terra. Ma adesso facciamoci qualche domanda. Da questa distanza e in confronto alla vastità della terra, nonostante sappiamo che queste scie rappresentano tonnellate di merda chimica sparsa in cielo, per la nostra terra non è che un piccolo aerosol tossico non più fastidioso di una spruzzatina di insetticida in un angolo di casa. Sia ben chiaro, non sto affatto difendendo questa bestiale e immonda pratica criminale ma sto cercando di far comprendere che questa roba non ha alcun potere reale sul funzionamento della Natura che è per sua stessa “natura“, appunto, abituata a ricevere irrorazioni ben peggiori e ben più gravi con eruzioni vulcaniche e altre problematiche naturali. In secondo luogo tutti questi materiali, che siano sintetici, chimici o semplici estratti minerali fanno di per sé parte integrante della composizione stessa della terra. In pratica li togli da qui e li spargi più in là...ERGO... Di qui una semplice constatazione e una ancor più semplice deduzione: Questa abominevole pratica, per quanto appariscente possa essere, è dichiaratamente un’operazione limitata alla sfera umana, sociale e politica. Queste scie che “cambiano il tempo“ e avvelenano i campi coltivati o inducono a siccità o a estrema umidità creando effetto serra non coinvolgono neanche lo 0,000001 dell’intera superficie terrestre né, tantomeno, hanno il benché minimo potere di provocare alcunché in termini di cambiamento climatico globale ma soltanto di rompere i coglioni a noi esseri umani creando patologie, problematiche agricole e indebolendo tutto il comparto sociale. Perciò incazzatevi quando vedete quella roba in cielo ma ricordate che alla Terra nostra amata Madre non glie ne frega un emerito accidenti. La questione è soltanto geopolitica, finanziaria, sociale, di difesa militare, economica e di interesse multinazionale ed è nient’altro che una guerra contro di noi. Perché una volta distrutti i terreni per ripristinarli ci vorrà molto tempo, molta fatica, molta dedizione e molto amore, sempre che non siamo morti prima per avvelenamento.χαῖρε
Robert
Quando la semplice verità appare meno della sua narrazione
Che la Terra sia piana, sferica, a pera o tetraedrica a noi poco importa ai fini di una tra visioni che più preoccupa l’umanità dopo i virus, le guerre totali, gli olocausti, la CO2, il dipsteit, le elezioni americane o le ScieKhimikhe o il catastrofico quanto demenziale “cambiamento climatico“... Lo dico perché in verità, se ci si fa caso, ogni narrazione è sempre più amplificata oltre l’immaginabile creando mostri mentali, chimere orrende e voraci appositamente per indurre ad un continua angustia ed uno stress psicologico che lasci continuamente intravvedere l’ombra apocalittica della morte e della distruzione. In realtà basterebbe fare il punto per un momento con il distacco dovuto e ragionare quel minimo che sia sufficiente a ridicolizzare tanto la narrativa stessa quanto i presupponenti narratori con la loro schiera di “sparpagliatori mercenari“ di notizie ufficiali. Facciamo finta che l’immagine qui sopra corrisponda alla reale forma della nostra povera vecchia Terra e consideriamo soltanto quella vastità che al momento ci è data per ufficiale. Fermo restando che, per quanto riguardi il sottoscritto, la convinzione è che in realtà essa sia molto più grande di quanto ci abbiano fatto credere fino ad oggi... e la stima si aggira intorno ai due terzi in più... minimo... rispetto alle dimensioni ufficiali; ma questa è un’altra storia. E tralasciamo anche la reale quantità di acqua presente sul pianeta, dentro il pianeta, oltre il pianeta. Lasciamo queste considerazioni in un’altra sede di analisi. Quel che importa in questa sede è frutto di un ragionamento tanto semplice da sembrare fin troppo banale e perciò di scarso valore, ma come vedremo presto così non è.
Quello che ci interessa invece, è piuttosto tentare di ridimensionare quell’allarmismo e ridurlo ad una semplice costruzione senza senso di una infernale macchina globalista e, per dirla in modo semplice e popolaresco, sputtanarla ancora una volta per capire chi realmente abbiamo di fronte (o sopra, per i più demoralizzati).
Guardiamo dunque questa Terra e ci rendiamo subito conto che, piatta o sferica, le sue dimensioni rispetto all’attività umana è decisamente molto, moltissimo, infinitamente più grande di quel che le nostre piccole menti possono comprendere. In questa immagine si può soltanto immaginare che quel puntino al centro individua una intera regione italiana e parliamo di un perimetro di circa 500 km. Ma se restringiamo il campo ad una sola provincia arriviamo a coprire un perimetro di circa 175 km. Se paragonata al solo perimetro africano di quasi 24.000 km per un area complessiva di 41.065.952.254.442,24 km2 (Come si legge, 41 trilioni e fischia di chilometri quadrati?). Dunque cominciando a restringere l’area seguendo quelle maledettissime irrorazioni di metalli pesanti, carburanti fossili, minerali e microparticelle chimiche d’ogni sorta, cominciamo (per così dire) a ridimensionare un problema che pare “mondiale“ ma che di fatto mondiale non lo è o almeno non lo è a livello di globalità terrestre. Eh, si... perché per quanti milioni di tonnellate di merda chimica vadano spargendo nei nostri cieli in realtà è molto meno di una spruzzata di anti zanzare in una notte d’estate; almeno per quanto riguarda la nostra madre Terra nella sua interezza.
Mmmmh... ancora troppo piccola la zona. Non si vedono neanche le città. E le scie che fanno tris in cielo sono del tutto invisibili. Andiamo oltre... focus...
Ci siamo quasi. Riconosciamo già parte del territorio. Siamo in pieno nord del Lazio tra Tuscia e Toscana... Siamo nella zona dei laghi del centro Italia, tra Lago di Bolsena, Lago di Ronciglione e lago di Bracciano, zona preferita degli insediamenti Villanoviani ed etruschi. Ma ancora non si vede l’ombra di città se non aguzzando la vista. Scendiamo ancor più di quota.
Ecco. Finalmente quasi ci siamo. Se facciamo caso e aguzziamo la vista vediamo finalmente una piccola città e, in particolar modo Viterbo con la sua provincia che include il lago di Vico. Qui in questa zona sono avvistate di continuo irrorazioni intensive di immondizia chimica sparsa giorno e notte ma, ultimamente, più di notte che di giorno per evitare l’esasperazione pubblica. Ma spesso la Natura è abbastanza ingrata con gli stronzi per fortuna e così alle prime luci del giorno continuano ad essere visibili. Ma ora scendiamo ancora di quota e proviamo a vedere cosa si può notare.
Ecco che con un piccolo sforzo possiamo vedere dal satellite quelle strisce bianche lasciate dagli aerei. Sono appena visibili da cielo ma sono ben evidenti e inquietanti se viste da terra. Ma adesso facciamoci qualche domanda. Da questa distanza e in confronto alla vastità della terra, nonostante sappiamo che queste scie rappresentano tonnellate di merda chimica sparsa in cielo, per la nostra terra non è che un piccolo aerosol tossico non più fastidioso di una spruzzatina di insetticida in un angolo di casa. Sia ben chiaro, non sto affatto difendendo questa bestiale e immonda pratica criminale ma sto cercando di far comprendere che questa roba non ha alcun potere reale sul funzionamento della Natura che è per sua stessa “natura“, appunto, abituata a ricevere irrorazioni ben peggiori e ben più gravi con eruzioni vulcaniche e altre problematiche naturali. In secondo luogo tutti questi materiali, che siano sintetici, chimici o semplici estratti minerali fanno di per sé parte integrante della composizione stessa della terra. In pratica li togli da qui e li spargi più in là...ERGO... Di qui una semplice constatazione e una ancor più semplice deduzione: Questa abominevole pratica, per quanto appariscente possa essere, è dichiaratamente un’operazione limitata alla sfera umana, sociale e politica. Queste scie che “cambiano il tempo“ e avvelenano i campi coltivati o inducono a siccità o a estrema umidità creando effetto serra non coinvolgono neanche lo 0,000001 dell’intera superficie terrestre né, tantomeno, hanno il benché minimo potere di provocare alcunché in termini di cambiamento climatico globale ma soltanto di rompere i coglioni a noi esseri umani creando patologie, problematiche agricole e indebolendo tutto il comparto sociale. Perciò incazzatevi quando vedete quella roba in cielo ma ricordate che alla Terra nostra amata Madre non glie ne frega un emerito accidenti. La questione è soltanto geopolitica, finanziaria, sociale, di difesa militare, economica e di interesse multinazionale ed è nient’altro che una guerra contro di noi. Perché una volta distrutti i terreni per ripristinarli ci vorrà molto tempo, molta fatica, molta dedizione e molto amore, sempre che non siamo morti prima per avvelenamento.
χαῖρε
Robert
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