Differentiam.
Quaerendo inveniet !
BEH….
Ormai pare accertato e suffragato da molteplici studi, da parte di rappresentanti tra i più accreditati al mondo dell’esegesi ebraica.
Un giorno, molto lontano nel tempo e nello spazio, i colonizzatori giunsero su questa terra insieme ai loro militari e ai loro scienziati. O forse erano già qui da millenni ma erano arrivati al capolinea della loro civiltà…
Verrebbe da chiedersi perché quella civiltà era giunta al capolinea? Chi l’aveva annientata? Forse quei colonizzatori erano proprio loro i responsabili ? Avevano sbagliato tutto ma avevano soldi e potere e volevano riservarsi un nuovo futuro mantenendo vivo il loro stile di vita e la loro ideologia criminale? Verrebbe da ammetterlo… sinceramente.
Erano pochi, dunque questi eletti e non riuscivano a far tutto da soli… idearono una strategia che richiedeva competenza e tecnologia avanzata ma aveva un che di geniale.
Si dissero:
« Trasformiamo questi ominidi in gente simile a noi e assoggettiamoli affinché facciano per noi tutto ciò che va fatto e tutto ciò che è per noi faticoso e noioso…! ».
Ci provarono molte volte creando ibridi e chimere mostruose e spesso fragili, dementi o semplicemente inadatte alla vita.
Svuotavano i loro geni naturali, abbassavano le loro difese immunitarie fino ad azzerarle per permettere di innestare il patrimojnio genetico che essi volevano…
Avevano bisogno di tanti esseri e animali. E in quei « campi » /giardini trascorsero anni sperimentando e fallendo.
Ci riprovarono ancora, e ancora… Finché un giorno cambiarono la « Matrice » cioè la femmina ospite che offriva un materiale genetico migliore e maggiormente compatibile.
E il miracolo fu!
Un fantastico miracolo della loro Tékhnē. Uno spiraglio, una magnifica finestra sul loro futuro!
Impiantarono dei campi attrezzati, chiusi al mondo esterno, autosufficienti e autarchici con fiumi, fonti, laghi, orti e allevamenti e - naturalmente - laboratori e caserme….
Nacque il primo essere e ne fecero copie sufficienti a servirli in ogni campo sgravandoli di ogni fatica. Questi esseri furono detti Ah-dam. Era simile a loro ma con qualcosa in meno e, soprattutto, non fu edotto di tutte quelle cose che lo avrebbero reso non più uguale a loro ma esattamente identico in tutto e per tutto.
Non potevano permetterlo. Dovevano essere sottomessi e illusi di avere libertà e libero arbitrio. Non dovevano avere coscienza di ciò che era accaduto e perché loro fossero lì.
In fin dei conti era un vero paradiso! Natura, nutrimento, aria buona, un mondo senza competizione e potere di gestione dei acqua, terra e bestiame. Ma…
C’era un grande « Ma »….
Era tutto lì?
Nuda vita? Mangiare, lavorare, servire e riverire… tutto qui?
E il senso di tutte le cose, dov’era? Dov’era l’intelletto? La meraviglia, la sapienza, il bene e il male?
No. Nessuno doveva farsi queste domande. Sarebbe stato davvero pericoloso per i coloni. Se l’Ah-dam avesse scoperto l’arte ermeneutica? Se avesse scoperto il bene ed il male? Di certo sarebbe stato in grado di giudicarli! E trovare in essi una colpa grave che immancabilmente stavano incautamente reiterando. Ma stavolta non a proprio danno ma a danno dei neonati umani.
Ma qualcuno aprì loro gli occhi, e non lo fece per cattiveria o per dispetto ma per rispetto e per avere un giorno alleati contro quella genia orribile e tracotante. E quel giorno tutto cambiò. E l’uomo fu invitato a lasciare quel luogo protetto e segreto, custodito da abili e fortissimi soldati e guardie.
Fu lasciato a se stesso e libero di vagare per il mondo abitato da milioni di creature sconosciute e forse pericolose. Conobbe così il dolore e la morte ma soprattutto conobbe la conoscenza e l'intelletto. Ma nel frattempo doveva imparare a fare tante cose, più di quelle che aveva già imparato a fare nel Campo conchiuso... vagando sulla terra incontrò altri esseri, talvolta s'innamorò ed ebbe figli... nacque così un'altra umanità per metà figlia diretta dei colonizzatori.
Dovette ricominciare daccapo e scoprire un’altra realtà: quella vera del mondo. Ma solo di una cosa doveva realmente aver paura: di quelli che lo avevano generato e che si facevano chiamare Dei, Θεοί - theoí…
E così fu; perché tra tutti, uno di essi, un giovane generale tanto inesperto quanto tracotante, ebbe assegnato dai colonizzatori un piccolo pezzo di terra da gestire in piena autonomia. Era una steppa ma lui non si perse d'animo e prese con sé una famiglia che vagava di là e che sicuramente riconobbe come discendente da quegli uomini usciti dal Giardino…
Egli prese con sé quella gente e la sottomise ai suoi voleri e impose loro di dominare il mondo e la terra che falsamente aveva loro promessa. Insegnò loro il denaro, il potere, il prestito e l’usura. Fece di loro un popolo obbediente anche se scalcagnato e ignorante…poi il resto è storia. Quel gruppo ancora oggi non ha un terra, resta scalcagnato, continua a uccidere e depredare, ricattare e accumulare armi e denaro; ma continua anche ad aver sempre bisogno di qualcuno che comandi col pugno di ferro. Piange la sua sorte quel popolo, ora che soffre come e più di allora. Urla l’eterno orrore e invoca pietà. Ma questa è un’altra Storia. facciamo un passo indietro.
Ora, Ah-min, torniamo alla storia perché l’immagine che ora avete nella testa dovrebbe esser chiara. Prendetela come un gioco del Bartezzaghi! Scovate le differenze… e vi annuncio ricchissimi premi!
In quei « Giardini » furono dunque rinchiuse in origine tantissime entità alle quali fu sottratto il naturale potere di autodifesa e su di esse i coloni sperimentarono la loro scienza in vista di un’utopica nuova era di cui loro, i colonizzatori, restavano padroni assoluti e molti esseri morirono senza un solo perchè...
Il loro mondo ideale? È presto detto…
Ipso Eo... Un mondo pulito, non inquinato, poco abitato, nessun concorrente (a parte loro stessi ed altri colonizzatori avversari) e una moltitudine di schiavi incoscienti ed ebeti che lavorano incessantemente per loro senza farsi domande ma, anzi, osannandoli come divinità....
Quaerendo invenietis…
R.C.

Teoria o storia? In ogni caso molto interessante... che piacere averti conosciuto ... ma in che gruppo sei che non ricordo? Quello di Leonardo Santi?
RispondiEliminaCiao!
EliminaStoria. Teoria poca ... quanto basta.
Si sono in quello ed altri gruppi
Ma questo tuo scritto in che libro lo trovo? IL TRICLINIO ?
RispondiEliminaE CHE significa?
No, Il triclinio è un blog.
EliminaIl nome si riferisce al luogo in cui Nell'antica Roma si raccoglievano i convitati ad un banchetto. Detto triclinio in quanto l'ambiente era arredato con tre grandi divani, su cui ci si stendeva spesso in coppie, al centro dei quali vi erano uno o più taviolini su cui si poggiavano le vivande.
Spesso il convivio poteva essere allegro e alla moda come racconta Petronio col suo pacchiano Trimalcione. oppure poteva essere un'occasione per conversare di più argomenti come filosofia, retorica o politica.
i miei libri li trovi sul Web.
Eliminacercherò di mettere qui i link